Pegasos: il mito continua "Tomorrow is a gift, that's why we call it the present. But a present should be a suprise..."(Nicolas Sallin)
Nell'ultimo appuntamento abbiamo letteralmente vivisezionato per voi la attesissima piattaforma di Genesi, dopo averle amabilmente dato forma e vita, lasciandoci con il vivo augurio di poter annunciare, in questa seconda parte del nostro incontro, eventuali grosse novità e maggiore chiarezza. Di novità degne di essere definite "grosse" non ne possiamo forse segnalare, a parte la timida uscita di MorphOS 1.3.
Diamo a Cesare quel che...In questi due mesi ho ricevuto diverse email in cui si commentava ironicamente l'atteggiamento spietato (io direi semplicemente: imparziale) con il quale mi sono permessa di mettere a nudo pregi e difetti del nostro Cavallo di Battaglia. Così come abbiamo affermato la volta scorsa lo dobbiamo ribadire: Pegasos è a tutti gli effetti una piattaforma in fase di beta testing, e in quanto tale la sua componente software e la sua componente hardware DEVONO essere giudicate individualmente. Riunire questi due elementi in una miscela prematura potrebbe esplodere in un giudizio scoraggiante ed incompleto. Una sintesi potrebbe essere questa: chi vi scrive sta usando la macchina in questione da almeno due mesi, per 8-10 ore al giorno ininterrottamente e in modo produttivo (sostanzialmente grafica, internet e sviluppo software) dopo averla configurata su misura e senza mai notare segni di cedimento da parte del sistema operativo nè da parte dell'hardware. Il punto dolente è presto rivelato: per arrivare ad un simile setup è stato ancora necessario adottare una buona parte di componenti di AmigaOS 3.x. Tra questi il primo da menzionare è il nostro fedele Workbench, anche se la sua installazione sotto MorphOS non è decisamente un compito adatto a tutti. Si sono resi necessari pesanti patch e modifiche binarie alla workbench.library: una strada così folle e tortuosa che francamente non vi invito neppure a prendere in considerazione. Almeno 80 utenti Pegasos su 100 hanno installato Magellan, che funzionerebbe in modo quasi perfetto ma sempre appoggiandosi su un buon numero di componenti di AmigaOS, tra cui la icon.library e Arexx originale. Esistono tuttavia i soliti "incalliti della shell nera", per cui l'alta inusabilità ed immaturità di Ambient rappresenta irrealmente il punto meno debole del sistema, con cui sono ben disposti a convivere (e che permette loro, tra l'altro, di pubblicare in Rete i tanto simpatici screenshot con le "iconcine a 24 bit", forse l'unico appagamento che tale Workbench-replacement è tutt'ora in grado di offrirci). Il nostroinvito è quindi a pazientare ancora una volta, certi che il grosso del lavoro è stato svolto (lo possiamo toccare con mano!) e a non lasciarsi scoraggiare troppo da quest'ultima affermazione: dopotutto Pegasos esiste e funziona bene, lo abbiamo visto insieme; cerchiamo dunque di trarne vantaggio in attesa che si renda disponibile anche un supporto software all'altezza della situazione. La maggior parte dei problemi di incompatibilità citati la volta scorsa sono gradualmente svaniti per magia: spesso il rigido determinismo informatico cede il posto al motto secondo cui "il tempo è la cura migliore". In parte la rimozione di diversi bug nella versione 1.3 di MorphOS e classi MUI più aggiornate, in parte l'assurda pazienza amighista hanno sortito l'effetto desiderato e ora tutto parrebbe funzionare in modo appagante (se si eslcudono quei limitati casi di programmi o componenti problematiche, per la serie "se lo conosci lo eviti etc. etc."). Vediamo di capire nel dettaglio quanto ci è costato tutto questo.
La fretta, il peggior nemicoPer chi vi scrive e non solo, il primo impulso davanti agli inevitabili ostacoli iniziali è stato quello di confinare tutto in un angolino in attesa di tempi migliori (leggi: di un package definitivo adatto anche all'amighista della domenica). Ma se si ha la pazienza di insistere ad oltranza, anche e soprattutto basandosi sul prezioso aiuto offerto dall'unica fonte ufficiale di discussione in merito (stiamo parlando della mailing list dedicata ai iBetaTesterIIn), passati i primi 10-15 giorni di disperazione e totale isolamento inizieremo a trarre progressive soddisfazioni dal nostro "nuovo Amiga". Il fatto più scoraggiante è trovarsi a fare il primo boot all'interno di un sistema totalmente privo di applicativi di prima necessità, da cui in sostanza sembra assolutamente impossibile visualizzare file di testo o anche solo editare la startup-sequence! Inutile ogni tentativo di usare il comando Ed di AmigaOS: non è compatibile con il nuovo console.device; inoltre, l'utilizzo di altri text editor più sofisticati è assolutamente impossibile in quanto essi richiederebbero una pletora di librerie o altre risorse di cui ancora la nostra installazione non dispone, ma siete liberi di sperimentare. Noi abbiamo scelto a questo punto di installare VNC: in modalità ireplacementn: l'editor di preferenze VNC: non funziona, ma almeno ora è possibile utilizzare Ed. Prima cosa da fare: un pò di ordine nelle classi MUI. Quelle fornite sono strettamente sufficienti al funzionamento di Ambient e del software incluso. Per l'utilizzo di Yam e molti altri programmi avremo bisogno di procurarci e installare una ad una (possibilmente in modo manuale) tutte le classi (.mcc e .mcp) richieste dalle applicazioni che intenderemo usare, di solito incluse nei relativi pacchetti o scaricabili da Aminet. Verifichiamo sempre di non sovrascrivere classi MUI già disponibili per PowerPC, a meno che alcuni programmi non ne richiedano espressamente versioni superiori (raro, ma può succedere). In fase di configurazione di MUI è importante specificare, all'interno dell'editor di preferenze generiche o nel caso specifico, i percorsi completi di ogni pattern o immagine custom che intenderemo utilizzare. Mai usare percorsi relativi all'editor MUI o alle singole applicazioni, specificare sempre il path completo (es: SYS:prefs/patterns/nomefile). Se il nostro programma MUI preferito si rifiuta di partire o si inchioda all'istante (e questo NON è raro) possiamo aiutarci con SnoopDos per intercettare tentativi di apertura di classi o immagini mancanti. Ricordiamo che il vecchio, infallibile e sempre aggiornato SnoopDos è di prezioso aiuto e funziona alla perfezione anche sul nostro Peggy senza richiedere librerie particolari! Sarà dunque il nostro migliore amicodurante i suddetti fatidici primi 10-15 giorni... Se le cose vanno male la colpa non è sempre da imputare a MUI, piuttosto alle linee guida non proprio ortodosse seguite da molti programmatori (come la classica applicazione che non trovando una determinata classe si inchioda all'istante). Basta in generale questa serie di semplici accorgimenti al fine di ottenere in poco tempo applicazioni MUI stabili e perfettamente funzionanti, come nel nostro caso. Se escludiamo WordPad, utilissimo ma difettoso editor di testo, ogni applicazione MUI funziona ora in modo assolutamente veloce e stabile. Passiamo adesso a ReAction. Una volta installate tutte le classi (gadgets e images) di AmigaOS 3.x è necessario sostituire la icon.library di MorphOS con la corrispettiva di AmigaOS, altrimenti tutte le applicazioni ReAction facenti uso della window.class (praticamente il 99%) non potranno funzionare. Questo significa dire addio definitivamente ad Ambient, ma se state utilizzando Magellan (o, come chi vi scrive, il Workbench) la cosa non costituisce alcun problema. Ora tutti i programmi che usano ReAction/ClassAct (da UnArc ad AwebPPC, da AmiDock a WBClock) funzionano alla perfezione, escludendo ancora quelli basati sul texteditor.gadget (come RAWBInfo o EditPad) il quale è fonte di blocchi. Arexx nativo: scordatevelo, almeno per ora. Se proprio vi serve o la vostra applicazione preferita non può fare a meno del Re, eliminate sia RexxMast che le relative rexx#?.library di MorphOS e (ancora una volta...) sostituitele con le controparti originali di AmigaOS e la vita vi sorriderà. Questione Datatypes: per quanto possibile usate quelli forniti con MorphOS. Nel caso fossero necessari formati non presenti oppure privi di descriptor (ricordiamo che ogni datatype è composto dalla libreria xyz.datatype in classes/datatypes/ e dal relativo descriptor xyz in devs:datatypes) installate i WarpDatatypes di Oliver Roberts (Aminet): funzionano sempre bene e sono disponibili anche in versione PPC MorphOS. Multiview: per ora è meglio lasciarlo dov'è e utilizzare altri viewer come MysticView (fornito nel pacchetto) oppure il Multiview originale di AmigaOS. La versione nativa inclusa soffre ancora di alcuni problemi, tra cui il più fastidioso è rappresentato dall'apertura di un file requester all'avvio (non riconosce i files passati). Ricordate che per la corretta visualizzazione dei file di guida è ancora necessario installare l'amigaguide.datatype originale oppure servirsi dell'apposito viewer PowerGuide (Aminet). A questo punto dovreste essere in grado di installare di volta in volta ed utilizzare correttamente i principali programmi di cui pensate potete aver bisogno. Solo una nota: se è necessario l'Installer, ancora una volta procuratevi quello di AmigaOS e richiedete la modalità iExpertn al fine di verificare che non vengano sovrascritte librerie native o installate componenti inutili nel vostro sistema (è sempre meglio evitare la confusione, NON siamo sotto Windows!)
AHI: la voce del PegasosLa gestione audio di Pegasos è affidata ad un chip AC97 compatibile, pilotato dall'immancabile AC97 Mixer che viene usato per la configurazione ebilanciamento dei canali di ingresso/uscita. Il tutto viene gestito a livello software da AHI PPC, garantendo la totale integrazione di programmi facenti uso del più diffuso sistema RTA (Re-Targetable-Audio). Ricordiamo che tutti glieditor di configurazione del sistema sono stati unificati in un comodo programma di preferenze basato su MUI, dal cui listview posto sulla sinistra possiamo accedere, tramite simpatiche icone colorate, anche alla pagina di configurazione di AHI. Le opzioni ricalcano quasi in toto quelle presenti nell'editor di preferenze AHI standard, e noi abbiamo configurato per ogni unità disponibile un modo audio Pegasos:HiFi 16 bit stereo++ a 44100 Hz. La riproduzione audiotramite un accurato ascolto in cuffia, usando per esempio SongPlayer con file WAW oppure MP3 (in MorphOS è inclusa la mpega.library nativa) non sembra comunque di qualità professionale e non si può dire sia esente da clicks o distorsioni. Per la cronaca, abbiamo verificato anche il corretto funzionamento dell'altoparlante interno, collegato all'apposito connettore dei contatti frontali. Ma il problema più serio che emerge su questa macchina è rappresentato da una notevole distorsione dell'audio in uscita durante lo spostamento di finestre in modalità solida. Si tratta di una questione ampiamente discussa ma sulla quale nessun esponente di Genesi si è ancora pronunciato, lasciandoci ancora una volta in balia di supposizioni e voci di corridoio. Non è affatto chiaro se il maggiore imputato sia l'April1 montato sulla macchina in nostropossesso, oppure un'incompatibilità hardware con le schede video Radeon (una ATI Radeon 7000 nel nostro caso). Molti Pegasos di fattura più recente, già dotati di April2, sembrerebbero totalmente esenti da questo fastidioso disturbo, adun primo esame sicuramente imputabile ad un sovraccarico del bus. Tutto questo ci porta a riflettere sulle possibili origini di un altro problema di carattere video, sempre presente sulla nostra macchina: durante l'utilizzo di modi video in altissima risoluzione (mediamente a partire da 1280x1024x85Hz o superiori) si manifestano nella parte destra dello schermo dei fastidiosi sfarfallii, che crescono di intensità al crescere della frequenza del pixel clock. Tali "scintille" rievocano in pieno il classico disturbo che noi tutti abbiamo prima o poi sperimentato all'atto di overclockare o spingere le nostre (vecchie) schede video Amiga ai limiti delle loro capacità fisiche. Non possiamo certo credere che una Radeon manifesti affaticamento già a 1280x1024, ma siamo più propensi all'idea che l'origine del disturbo sia comune, visto che anch'esso si manifesta (o aumenta di intensità) sempre durante lo spostamento solido di finestre. Alcuni esponenti del Team negano ogni legame tra April e i problemi appena menzionati, ma molti dubbi rimangono.
A proposito di FileSystemL'altro unico grande problema di sicura origine hardware riscontrato su questa macchina è inerente al trasferimento di files da o verso le periferiche IDE. Ci è capitato molto spesso che operazioni di copia o trasferimento dati causassero il blocco della periferica, sia in lettura che in scrittura, con conseguente e noto fenomeno "led dell'HD acceso - sistema in stallo - necessità di resettare". Inizialmente la nostra configurazione IDE era la seguente (vedi numero scorso): HD (master) + ZIP (slave) sul canale 1, CDRW (master) + CD (slave) sul canale 2, FFS (MorphOS, nativo) sulla prima partizione contenente la boot.img, SFS (MorphOS, nativo) sulle restanti partizioni. Abbiamo provato a cambiare l'ordine delle periferiche, e precisamente: HD (master) + CD (slave) sul canale 1, ZIP (master) + CDRW (slave) sul canale 2. Abbiamo inoltre provveduto ad installare il Professional File System 3 (v18.5) su tutte le partizioni, esclusa naturalmente la prima. Sotto una simile configurazione non si sono più manifestati blocchi o altre anomalie nell'attività del bus IDE. L'unica ipotesi è che si tratti di un problema hardware che però non viene messo in evidenza da tutti i filesystem. A questo proposito è scontato l'augurio di una radicale risoluzione del problema (oppure, perchè no, di vedere anche una versione nativa dell'ottimo PFS3 inclusa nel package). Nulla sappiamo ancora invece riguardo il possibile utilizzo di controller SCSI su Pegasos: l'unica strada percorribile, per adesso, è scegliere un modello basato sui chip Symbios citati nella compatibility list (www.pegasosppc.com, che ora vanta una simpatica veste rinnovata) e incrociare le dita. Anche riguardo al supporto del Floppy è probabile si debba attendere parecchio tempo, in quanto sembrerebbe uno dei progetti a priorità minore o addirittura nulla.
Abbiamo provato per voi...
Non possiamo tralasciare una rapida panoramica sul software nativo che abbiamo potuto provare nel corso di questi ultimi mesi sul nostro Pegasos, con relative impressioni. Iniziando dai (pochi) programmi inclusi nel pacchetto non può mancare VoyagerPPC. Come citato in apertura, la attuale versione 3.3.127 è priva di data di scadenza e sembrerebbe molto più robusta nell'utilizzo rispetto alle versioni per 68K o rispetto alla stessa versione PPC provata su MorphOS-Amiga.
DebugForse non molti conoscono bene il funzionamento del debugger integrato di MorphOS, ma per evitare l'insorgere di problemi è bene un rapido accenno all'argomento. I messaggi dell'Enforcer interno al kernel e così pure ogni output di debug generato tramite la tipica Kprintf() viene gestito a basso livello dalla funzione RawPutChar() di Exec PPC. A questo punto, se tale funzione debba inviare l'output alla porta seriale oppure ad un buffer interno, viene deciso dalle impostazioni di RAMDEBUG del kernel. Se l'opzione di RAMDEBUG non è abilitata, ogni output verrà inviato alla porta seriale, da cui potremo monitorare i dati attraverso un computer remoto collegato tramite cavo Null Modem. Questo è utilissimo per i programmatori in quanto permette di leggere, in fase di crash della macchina, diversi parametri utili (layout dei registri della CPU, task incriminato, tipo di errore, etc) che altrimenti non sarebbero più raggiungibili attraverso la macchina stessa. Il debug seriale ha però diversi inconvenienti: nel caso si utilizzino applicativi contenenti istruzioni di debug per monitorarne il corretto funzionamento, o deliberatamente lasciate dai propri sviluppatori poichè ancora in fase di testing, il flusso spesso massiccio di dati verso la porta seriale comporterebbe dei vistosi rallentamenti. Questo è per esempio il caso della classe NListTree.mcc di MUI: se avete abilitato il debug seriale, l'uso di YAM o altri programmi basati su questa classe potrebbe risultare a scatti. Per un utilizzo normale della macchina è pertanto consigliabile disabilitare il debug seriale attraverso l'opzione RAMDEBUG del kernel: in questo caso RawPutChar() dirotterà ogni messaggio di debug ad un buffer interno in RAM della lunghezza di 262.144 bytes, il cui contenuto può essere letto in ogni momento tramite il comando GetRamDebugLog (disponibile in C: o sul sito FTP di MorphOS). Per attivare il RAMDEBUG è sufficiente entrare nel bios di Pegasos e digitare il seguente comando: setenv boot-file boot.img ramdebug. E' consigliato, specialmente durante la fase di fine tuning dellamacchina, dare un'occhiata periodicamente al contenuto del buffer di debug per verificare il corretto comportamento dei vari programmi.
Note finaliCon questa seconda parte della nostra recensione dedicata alla piattaforma Pegasos speriamo di avervi offerto indicazioni abbastanza approfondite, per quanto premature, in grado di permettervi un primo giudizio su questo -per ora unico e tanto atteso- "nuovo amiga". Noi non giudicheremo alcunchè, non è nelle nostre intenzioni, ci limitamo ad offrirvi gli strumenti per farlo attraverso un esame obiettivo dei fatti. Bisogna considerare come sempre che, quando leggerete queste righe, ulteriori problemi saranno stati risolti e molto probabilmente gli utenti Pegasos avranno tra le mani una release 1.4 o addirittura 1.5 del sistema operativo. In questo momento è imminente l'uscita di MorphOS 1.4, che si preannuncia ricca di novità e migliorie: nuove possibilità di configurazione del sistema, un Ambient sicuramente più "maturo" e probabilmente il supporto per la stampa. E noi come sempre non mancheremo di parlarne proprio su queste pagine e di tenervi aggiornati, se necessario. A breve sarà inoltre possibile al prezzo di 200 euro l'upgrade al Pegasos2, una macchina dall'architettura altamente migliorata dotata di PowerPC G4. Novità in vista anche per il tanto problematico e (non a torto contestato) chipset Articia di Mai Logic: al suo posto sarà adottato il chipset Marvell, che risolverà sicuramente la maggior parte dei problemi hardware riscontrati oltre ad offrire prestazioni certamente maggiori. A tutti gli utenti Pegasos italiani consigliamo vivamente l'iscrizione, oltre all'apposita mailing list "beta2", anche alla nuova mailing list italiana MorphOS-Ita attiva su YahooGroups. A tutte quelle persone che giudicano attualmente "inutile" una piattaforma per il cui uso produttivo è necessario "ereditare" ancora troppe componenti di AmigaOS standard o utility da Aminet, vorrei ricordare semplicemente che questa piattaforma esiste, è attualmente acquistabile senza problemi e funziona, e altrettanto possiamo dire del suo sistema operativo, MorphOS. In questo momento la concorrenza è in grado dioffrire soltanto una costosa Linux Box che risponde al nome di AmigaOne e un nuovo AmigaOS 4 che forse, il giorno in cui leggerete queste righe, avrà fatto il primo boot sulle vecchie CyberStormPPC. Questi sono dati di fatto, con tutta la stima e gli auguri che ovviamente non possiamo esimerci dal rivolgere a quanti stanno lavorando e lavoreranno duramente per portare finalmente Amiga nel futuro. A voi dunque la (difficile) scelta!
Link suggeriti:www.pegasosppc.com www.morphos.net www.morphzone.org www.morphos-news.de
| ![]() Pegasos durante i primi giorni, collegato ad un piccolo 15" per le prove Ulteriori prove nei primi giorni, Il Bios di Pegasos fa il boot Il nostro sistema completamente configurato con diversi programmi in funzione Ambient con alcune applicazioni a 1280x1024 Pegasos al Pianeta Amiga 2003
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