visita il sito del nostro sponsor





Alla riscoperta del nuovo Amiga

Cos'è un computer? Guardando alla storia dell'informatica, viene naturale definire "computer" un insieme di transistor e circuiti che seguono l'idea progettuale del buon Von Neumann, ovvero una CPU che preleva dalla memoria due dati, li combina secondo un operatore e deposita il risultato di nuovo in memoria. Questo sistema interagisce con l'uomo tramite meccanismi di input/output, come tastiere, dischi, schermi e stampanti. Punto.

Se invece provassimo a chiedere la stessa cosa alla persona media, la risposta rischia di consistere nei seguenti termini: «Un computer ha una forma rettangolare, lo si può mettere sopra o sotto la scrivania, ha Windows e lo puoi collegare ad Internet per chattare e per scaricare i Divx, e puoi anche masterizzare i CD. Ci puoi giocare. Se si blocca devi spingere Control-Alt-Canc, se fai i "casini" devi formattare e reinstallare tutto.»

Questo semplice esempio rende dolorosamente l'idea di quale astronomico livello abbia raggiunto l'ignoranza informatica. E' un qualcosa da non dormirci la notte. Eppure le persone vivono tranquille con i loro PC, e Microsoft fa di tutto per mantenere quest'ignoranza.
Tutto cìò ricorda tristemente il medioevo, con tutto il suo bagaglio di insegnamenti falsi ma imposti con la forza al popolo.

In passato infatti non era proprio così. Chi comperava un computer negli anni '80, innanzitutto doveva scegliere tra architetture diverse, e imparava quasi sempre un minimo di programmazione. Al giorno d'oggi, invece, comperare un computer con Windows per giocare e navigare rischia di farti diventare più imbecille di prima.

Una situazione irreversibilmente compromessa? No, affatto. In fondo siamo usciti dal medioevo delle altre scienze, ed è auspicabile un'uscita dal medioevo dell'informatica. Questo perché fortunamente non esistono solo persone "medie", ma anche persone che purtroppo l'informatica la conoscono, e lavorano per diffonderne la cultura mantenendo vive le cosiddette “alternative”. Ecco perché nonostante tutto abbiamo i processori PowerPC e l'Amiga One.

Dando per scontato che tutti i possessori attuali di Amiga 1200 e Amiga 4000 compreranno una di queste nuove schede madri (altrimenti che senso avrebbe avuto tirare avanti fino ad oggi?), c'è da chiedersi: è possibile che lo compri qualcun'altro? Di sicuro non lo compriranno i "dummies" che conoscono solo il PC di cui abbiamo parlato fino ad ora; ma quelli che finiranno per comprarlo saranno... gli amighisti di ritorno. Ed il loro numero cresce di giorno in giorno.

Perché non sperare in un Amiga che riconquista il mercato? Nel 1983, in seguito alla grande crisi dell'elettronica da intrattenimento, si poteva lontanamente immaginare che Jay Miner e gli altri potessero produrre il computer più amato della storia? E' chiaro che i tempi sono cambiati, ma è anche chiaro che molti oggi ricordano ancora il marchio Amiga...

Ecco perché acquistare un Amiga non è pazzia:

- La possibilità di provare qualcosa di diverso dal PC, e con diverso si intende un sistema operativo più efficiente ma al tempo stesso dall'aspetto... amichevole

- Il fatto che Amiga One non sia poi qualcosa fuori dal mondo: è una scheda madre ATX, con RAM e schede facilmente reperibili

- La concreta possibilità che un pacchetto di applicazioni da ufficio come Open Office, che si sta diffondendo grazie a qualità e compatibilità con gli standard de facto di Microsoft Office possa essere portato su AmigaOS data la natura open source

- La possibilità di poter disporre anche di MacOS X attraverso MacOnLinux: da non buttare via Sempre attraverso emulazione, disponibilità del parco software dell'Amiga 68k, in attesa del passaggio al PowerPC (se avviene per il SO, perché non dovrebbe avvenire per il software?

- L'innovazione radicale: Amiga Anywhere!

All'Amiga è indissolubilmente legato anche un fattore emotivo. Nessuno di quelli che hanno posseduto un Amiga può negare di sentire quasi un debito di riconoscenza, un legame, per le tante ore di divertimento.
Forse ora ci sarà una rinascita, forse ad essa seguirà un'altra decaduta, ma l'Amiga continuerà a essere l'anima dell'informatica: è innegabile che i computer ancora oggi cercano di essere come l'Amiga.

A questo punto, voglio pubblicamente ringraziare, a nome di tutti gli amighisti di ritorno, quelli che sono amighisti da sempre, che hanno dato tutto per tenere la fiamma accesa, nella speranza di un mercato dell'informatica più chiaro ed etico. Grazie, perché nessun sforzo per una giusta causa potrà mai essere considerato vano.


Giovanni Cappellini




visita il sito del nostro sponsor