
La riforma scolastica che andrà a regime il prossimo settembre, prevede l'insegnamento, ora ufficiale, dell'informatica o almeno l'utilizzo consapevole del computer nel ciclo obbligatorio.
Lo si sapeva, il governo italiano recepisce delle direttive e tendenze europee e dopo una prima fase di allestimento di laboratori multimediali scolastici ed una seconda di formazione di esperti a vari livelli all'interno delle scuole, passa ora ad individuare i docenti curriculari che dovranno "insegnare" questa materia al pari di storia, geografia, italiano, ecc. Ancora andiamo bene, ma i docenti individuati riunitisi per estrapolare "i saperi fondamentali" dalle direttive governative sono stati costretti a stilare la seguente procedura didattica: fase 1: alfabetizzazione; fase 2: approfondimento e utilizzo di un linguaggio di programmazione; fase 3 potenziamento e conseguimento dell'E.C.D.L.
No e poi NO! Questo significherebbe la consacrazione dei programmi microsoft e l'intendimento, da parte degli allievi, di usare gli unici applicativi esistenti.
Noi sappiamo che non è vero, ma tanti altri non lo sanno o sono diffidenti per paura di scarsa compatibilità.
Eppure da qualche mese alcuni sostenitori dell'Open Source stanno facendo leva affinchè accanto al canonico E.C.D.L. nei centri esaminatori si possa conseguire un titolo affine che contempli l'uso e la padronanza di applicativi alternativi a quelli microsoft, a costo inferiore, compatibili, più leggeri e sopratutto con sorgenti pubblici che è sinonimo di migliorie future gratis. Mi rivolgo dunque a tutti i lettori, docenti e studenti: arginate quanto più potete il monopolio che da anni paralizza il vero sviluppo tecnologico e informate gli scettici e gli ignari che le alternative ci sono ed altre saranno presto disponibili.
