L'amighista di ritorno scopre il Pianeta Amiga
di Giovanni Cappellini
Ci
sono volute ben sette edizioni, ma alla fine anche io sono andato al
Pianeta Amiga. L'indecisione però è durata fino alla
sera prima, anche se già da tempo avevo programmato la
trasferta grazie all'Autoroute, che, ironia della sorte, mi ha dato
una bella mano nel trovare la strada più veloce verso
l'informatica alternativa (n.d.me Autoroute è un programma
Microsoft :) ). Grazie alle indicazioni precise del sito ufficiale
della mostra, sono riuscito a trovare il palazzo chiedendo aiuto a
pochi passanti, uno dei quali con una copia di Bitplane sottobraccio.
Così apro il cofano e prendo un Amiga 1200 con qualche
transistor bruciato - chissà che non riesca a trovare qualcuno
che si offra di ripararlo. Sotto sotto pensavo che avendo una
Amiga non avessi dovuto pagare il biglietto :) Così sono
entrato e ho sgranato gli occhi verso uno scenario che avevo visto
solo in fotografia: banchi affollati, musica, dimostrazioni. Era
venuto il momento di verificare la veridicità di tutto quello
che avevo letto nei vari newsgroups, newsletter, newslists e chi più
ne ha, più ne metta.
Vedendo le persone, il loro interesse, non ho avuto più dubbi che Amiga non è un computer, non è un sistema operativo, non è un gioco, bensì una filosofia costruttiva votata all'efficacia ed 'efficienza nell'informatica, con quel pizzico di quel certo non so che ha permesso all'Amiga di avere l'affetto di chi lo ha usato, e di attraversare anni difficili. Lo so, sono cose già dette, ma io non l'avevo mai visto con i miei occhi.
Seconda
cosa: l'AmigaOne esiste e funziona. Mi sono messo al banco di Soft 3,
e ho cominciato a sparare alla macchina i quattro comandi Linux che
conosco. La macchina non ha crashato, e ha prodotto l'output che mi
aspettavo. Intanto Jurgen Schaber di Point Design provvedeva a
riprogrammare alcune ROM protette, come annunciato alla vigilia,
modifiche indolori necessari al corretto e pieno funzionamento del
sistema.


Terza
scoperta: MorphOS è impressionante. I fan del Pegasos possono
essere entusiasti del prodotto di Genesi, caratterizzato da una
fluidità disarmante. Genesi ha onorato la manifestazione con
una rappresentazione di due suoi dipendenti. Qualcosa succederà,
quello che dobbiamo sperare è che Pegasos e AmigaOne si
dividano il mercato come nell'età dell'oro se lo dividevano
Amiga 500 ed Amiga 2000, macchine low-end e high-end per far felici
tutti.
Il
mio dubbio più grande però era: le persone che scrivono
nella mailing list "Notizie Amiga" sono dei bot oppure
persone in carne d'ossa? Il dubbio è stato risolto appena data
la stretta di mano. Complimenti ragazzi, grazie a voi ho imparato su
Amiga quello che mi basta per rimpiangere il fatto di essere nato
troppo tardi, e quindi di essere stato troppo piccolo quando Amiga
dettava legge ed io non me ne sono reso conto. Per penitenza mi
leggerò tutti i Bitplane, intanto mi prendo il numero zero,
chissà che un domani non valga qualcosa.
Altro
siparietto divertente con quelli di Ikir Sector, che mi hanno
mostrato una porting di Quake che girava con i 50 Mhz di uno 68060
mostrando tutti i dettagli e pochi, veramente pochi rallentamenti. Io
in fondo avevo speso a suo tempo 2 milioni per un Pentium 166, e non
è che ottenessi risultati migliori; ed invece gli amighisti
usano da dieci e più anni la stessa scheda madre...
Meritano
una citazione anche altri espositori, come l'Italian BeOS User Group,
un altro mondo affascinante che avrebbe meritato più fortuna,
nonché rivenditori di usato e privati. Lascio per ultimo
Virtual Works, che a mio parere presentava il più vasto
assortimento di materiale amigoso, fino all'oggetto del desiderio, lo
stracitato AmigaOne, corredato di Debian Linux PPC e manualetto.


A
questo punto sembrerebbe finito tutto... la settima edizione di
Pianeta Amiga non presenta altro, se non speranze, illusioni e
memorie di antichi fasti.... Ed invece non è così!
Massimiliano Tretene annuncia l'evento clou, che da solo vale il
costo della trasferta, dimostrazione di Amiga OS 4. Su un Amiga 4000
con PPC? No, su Amiga One! Proprio così, ridendo e scherzando
abbiamo tutti assistito ad un'anteprima di livello mondiale, e così
come negli anni si sono susseguiti annunci su annunci finiti nel
nulla, per una volta abbiamo una sorpresa allietante. Si è poi
saputo che Jurgen Schaber e Massimiliano Tretene sono stati in piedi
fino alle ore piccole per ottenere tale risultato. Cosa si fa per un
computer, anzi no, cosa si fa per un Amiga!


Non
c'è tempo per essere contenti, adesso bisogna rivolgere
l'attenzione sul porting di Mozilla, ed anche Open Office è da
prendere, smontare e rimontare su Amiga. A quel punto però
avremo qualcosa di proponibile agli amighisti vecchi, di ritorno e
nuovi. Nel 2004 vogliamo tutti tornare a Empoli. I presupposti ci
sono.