Ci preme ringraziare Nicola Morocutti per averci concesso l'onore di ospitare sulla nostra e-zine l'articolo di Elena Novaretti.

Nella scorsa puntata abbiamo cercato di offrire al lettore una rapida ma esaustiva panoramica sulle caratteristiche principali di questo nuovo sistema operativo e sul modo in cui ci consenta finalmente di trarre benefici dai nostri -fin'ora poco usati- PowerPC. Nella puntata di oggi, come promesso, ci occuperemo dettagliatamente della sua installazione. Quindi... rimboccatevi le maniche: si incomincia!
Due parole prima di iniziare
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Per prima cosa è ovviamente necessario scaricare l'archivio dal sito principale, http://www.morphos.de. Senza soffermarci troppo sul logo fiammante che ci da il benvenuto nè su tutti i link presenti, premiamo il bottone "Files-Links" alla nostra sinistra, e accediamo così all'area dedicata al downloading. Al momento della stesura di questo articolo, l'ultima beta aggiornata è indicata come 0.4 (14-Feb-01); anche se, come poi vedremo, il comando Version la riconosce come 0.3 (2-Dec-2000). Questo probabilmente è da imputarsi al fatto che il kernel riamane lo 0.3, mentre la distribuzione completa è stata aggiornata e marchiata come 0.4 - in ogni caso si tratta per ora del suo terzo rilascio. Esistono due archivi: UserArchive e Developer; come dice il nome, il primo contiene il kernel di MorphOS e tutto il necessario alla sua installazione ed utilizzo, mentre il secondo contiene documentazioni e materiale per sviluppatori. Ovviamente a noi per ora interessa il primo, lungo circa 1.5Mb in lha. Una volta scaricato e scompattato, prima di passare all'analisi del contenuto, è necessario fare una premessa importante. Esistono essenzialmente due diverse strade per installare MorphOS: l'installazione sopra un Workbench preesistente tramite l'installer fornito, oppure l'utilizzo di una partizione dedicata. Io personalmente mi sento vivamente di prendere in considerazione e consigliare la SECONDA soluzione, in quanto la più pulita, semplice e affidabile: non comporta il rischio di manomissioni fastidiose della vostra partizione di Workbench abituale ed evita strane convivenze o conflitti di eseguibili 68K e PPC, che potrebbero, specialmente durante i primi approcci con il sistema, portare a malfunzionamenti o addirittura problemi di avvio molto difficili da rintracciare. Per prima cosa consiglio caldamente di dare un'occhiata al contenuto della direcotry docs/user e leggere attentamente il suo contenuto: il nostro vuole essere un tutorial completo, ma la lettura della documentazione ufficiale è sempre un compito da non trascurare. Ultima nota: MorphOS funziona benissimo tanto con l'AmigaOS 3.5 quanto con il 3.9 aggiornato agli ultimi BoingBags, come quello della macchina su cui è stata eseguita la prova.
Installiamo MorphOS
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Stabilito questo è dunque necessario creare una partizione sul nostro HD avente almeno le stesse dimensioni di quella attuale su cui risiede il Workbench, e sulla quale copiare pari pari il contenuto della partizione originale. Vi invitio a chiamare questa nuova partizione "MorphOS", anche se non è certamente obbligatorio ma consigliabile, ed è su di essa che ora noi lavoreremo. Fatto questo, è fondamentale un pò di "pulizia": incominciamo a disabilitare, spostandole altrove, tutte le commodities o patch pericolose presenti nel cassetto WBStartup; una volta sicuri che il sistema è installato correttamente e funziona, allora potremo provare a riabilitarle l'una dopo l'altra per vedere se continuano a funzionare o sono fonte di problemi. Vale la regola generale di scordarsi di tutte le patch sporche che eravamo abituati ad adoperare. Non dimentichiamo che molte di esse vanno ad alterare parti del sistema operativo che ora potrebbero essere in codice PPC, con rallentamenti, perdite di prestazioni o conseguenze imprevedibili. Tranquillizzatevi: per la maggior parte vi accorgerete di non averne più bisogno; altre molto probabilmente torneranno a funzionare come prima, mentre altre ancora è molto probabile che siano già disponibili in versione MorphOS. Importante è anche rimuovere ogni estensione per WarpOS o per PowerUP come datatypes o devices, e così pure è consigliabile cancellare le rispettive powerpc.library e ppc.library. Ora apriamo il cassetto "amigaextension" della distribuzione: qui sono presenti molti files importanti da sostituire a quelli di sistema. Copiamo i datatypes PPC (quelli con estensione .elf) nella nostra nuova partizione MorphOS:classes/datatypes, avendo cura di cancellare gli equivalenti datatypes già presenti. Da notare che la funzione OpenLibrary() di MorphOS cerca sempre prima la versione PPC (.elf), se esiste, di librerie, datatypes e classi. Altrimenti procede al caricamento della versione 68K in modo automatico. Sotto alcune circostanze, comunque, un file per PPC potrebbe NON avere l'estensione .elf (magari perchè rimossa dall'utente), per questo è preferibile cancellare le vecchie versioni 68K di files eseguibili, devices, librerie, quando è disponibile la controparte per PPC. Nel cassetto Devs: troviamo invece due device seriali: il serial.device.elf e l'8n1.device.elf. Stando alla documentazione si tratta dello stesso device, compilato sotto due nomi diversi. Procedere dunque alla copia di uno o entrambi i files in MorphOS:Devs, ricordandosi in futuro di fare riferimento ad esso quando viene richiesto un dispositivo seriale (per esempio per l'uso con Miami). In Libs: si trova per ora solo una versione PPC della newicon.library. Se pensate di fare ancora uso di questo standard di icone assieme a quello nuovo (Glow Icons) del 3.5 potrete trovare utile disporre di tale libreria in versione nativa. Procediamo ora all'installazione di CGX5. I files necessari si trovano nell'apposita directory "cybergfxppc". Se disponete di una scheda CVision/BVision PPC è importante che copiate il relativo file da cybergfxppc/devs/monitors in MorphOS:devs/monitors, AVENDO CURA DI RIMUOVERE IL SUFFISSO .elf (e prestando attenzione che durante l'operazione di copia la vostra icona originale non vada persa o modificata). Questo strano comportamento non è documentato, ma la presenza dell'estenzione .elf sembra causare il mancato riconoscimento dell'icona con tanto di tooltypes, con conseguenze facilmente immaginabili (è in essi che vengono memorizzati alcuni parametri fondamentali di CGX.) Se invece disponete di una differente scheda video potrete mantenere il monitor file di sempre. Ora copiamo le librerie di libs/ nella nostra directory di sistema MorphOS:Libs AVENDO CURA, NEL CASO NON POSSEDIATE UNA C/BVISION PPC, DI RIMUOVERE IL SUFFISSO .elf DALLE NUOVE LIBRERIE. Anche in questo caso si tratta di un'anomalia non documentata: da prove fatte sembra che i driver di schede grafiche non native abbiano problemi ad avviare CGX5 se le sue librerie presentano l'estensione .elf. Tali librerie sono 2: la cgxsystem.library.elf e la cgxbootpic.library.elf. Chi non facesse uso del bootlogo di CGX può benissimo non installare quest'ultima. Mi raccomando sempre di cancellare preventivamente le vecchie librerie di CGX dal nuovo sistema. Ora, cosa importante, copiate il comando "startup" presente nella directory "qstartup" in C: è questo comando a svolgere il compito principale, cioè caricare e avviare l'intero sistema. Il successivo passo fondamentale consiste nella semplice installazione dei files del kernel: è sufficiente creare una directory dove si vuole (consiglio DEVS:Kernel) e in essa copiare tutti i files presenti nel cassetto "morphos" della distribuzione, eventualmente tralasciando i commenti di accompagnamento (.notes). Questi files sono amiga.rom, hal.rom, kernel.rom e module.rom. Se tutto è stato eseguito correttamente, ogni file necessario al funzionamento del sistema dovrebbe essere al suo posto sulla nuova partizione appena creata; ora si tratta solo di modificare la startup-sequence in modo ideoneo. Assicuriamoci prima di tutto di disabilitare ogni linea in cui si faccia riferimento a patch o utility "pericolose" che eravamo soliti usare in precedenza, anteponendo un punto e virgola all'inizio della riga. Ricordiamoci che la nostra nuova partizione ora si chiama "MorphOS" (o il nome che avete scelto poc'anzi), pertanto verifichiamo bene che non vi siano assign facenti riferimento al nome del vecchio Workbench come partizione di sistema. Tutti i controlli suddetti vanno ovviamente applicati anche alla user-startup. La nostra nuova startup-sequence dovrà iniziare esattamente come segue:
FailAt 21
C:Version >NIL: "MorphOS"
IF WARN
Assign >NIL: Kernel: DEVS:Kernel
C:Startup >NIL: hal=Kernel:hal.rom kernel=Kernel:kernel.rom amiga=Kernel:amiga.rom \
module=Kernel:module.rom ResetLevel=7 DisableLed
ENDIF
SetPatch QUIET NONSD NOROMUPDATE
[...]
A seconda del vostro hardware può ritenersi necessario assegnare un valore diverso da 7 all'opzione ResetLevel, nel caso in cui il sistema presentasse problemi all'avvio. Un valore di 7 sembra essere idoneo per la macchina su cui è stata effettuata la prova (vedi nota alla fine sulla configurazione usata). L'opzione DisableLed serve ad evitare il lampeggiamento del led di alimentazione, usato per segnalare all'utente che lo scheduler di MorphOS è attivo, ma può essere fastidioso nel caso di riproduzioni audio. Per maggiori dettagli sul comando Startup e sulle sue opzioni invito a fare riferimento alla documentazione presente in qstartup/startup.doc. Un ultimo consiglio riguarda i monitor. Se non volete incorrere in possibili problemi, sarebbe meglio almeno per i primi tempi togliere dal cassetto devs:monitors tutti i monitor inutilizzati e lasciare solamente quello della vostra scheda video. Sostituite inoltre le linee della S-S ove si opera il caricamento dei monitor con il semplice comando C:LoadMonDrvs (tale comando è presente di serie in AmigaOS 3.9 oppure è scaricabile dalla pagina di Stephan Rupprech http://www.stephan-rupprecht.de. - operazione non indispensabile ma vivamente consigliata. A questo punto, se ogni istruzione è stata eseguita correttamente, non ci resta che rendere bootabile la nostra nuova partizione ed assegnarle una priorità di boot più elevata rispetto a quella del vecchio Workbench, lavoro che può essere fatto tranquillamente con HdToolBox, e vediamo di capirne il motivo. Al prossimo reset o ad ogni nuova partenza a freddo, il sistema si dovrà avviare dalla nostra nuova partizione eseguendo le linee della startup-sequence che abbiamo appena riadattato. Il comando <Version "MorphOS"> ritorna errore se MOS non è attivo, pertanto procede al suo avviamento tramite il comando Startup. Questo non fa altro che disabilitare il 68K, caricare e lanciare il kernel PPC e generare un nuovo reset. Alla successiva esecuzione della S-S, MorphOS risulta pertanto attivo, quindi il comando Startup non viene più eseguito ma si procede al resto della sequenza e al caricamento del Workbench come sempre.
Partenza!
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Resettiamo la macchina e incrociamo le dita. Se tutto è andato bene, dopo alcuni secondi ci troveremo davanti al nostro amato Workbench come siamo sempre abituati, con l'unica differenza che ora finalmente è il PPC a fare girare il nostro OS! La barra dei titoli sfoggerà un invitante messaggio di copyright, e lo stesso dicasi se invochiamo il requester Workbench->About. Apriamo una shell, e notiamo un invitante prompt "MorphOS" ad accoglierci; digitiamo ora "version MorphOS full" e ci dovrebbe apparire il seguente output:
MorphOS 0.3 ( 2-Dec-2000)
© 2000 by Ralph Schmidt
A parte queste piccolezze, nulla in realtà ci sembrerà differente dall'ambiente su cui siamo abituati a lavorare, a parte un piacevole senso di velocità, che dipende in larga misura da tanti fattori: la scheda grafica che stiamo usando, il fatto che disponga o meno di driver nativo, la velocità del nostro PPC, etc. E saremo in grado di apprezzare maggiormente la velocità del nostro "nuovo" sistema a mano a mano che procederemo nell'installazione di ulteriori estensioni ed applicazioni native per MorphOS, di cui parleremo in seguito. Se possedete un dispositivo collegato alla porta IDE del 4000(t) avrete probabilmente notato che non viene più visto dal sistema. Questo è dovuto al fatto che è necessario installare il nuovo scsi.device. Ne avevamo disabilitato l'aggiornamento tramite l'opzione NOROMUPDATE, poichè su alcune macchine, come quella usata per la prova, è necessario procedere in modo leggermente più complesso. Provate a modificare la riga di SetPatch togliendo l'opzione NOROMUPDATE, riavviate, e se siete fortunati ora il vostro dispositivo IDE viene visto correttamente. Nel caso contrario è necessario disabilitare nuovamente l'aggiornamento delle rom e procedere come di seguito. 1) Procurarsi l'utility RomUpdateSplit dall'archivio di BlizKick su Aminet; 2) Impartire da shell
RomUpdateSplit "devs:amigaos rom update" xxx ram:
dove "xxx" rappresenta l'indicativo della vostra macchina ("A4000I" per il 4000, "A4000S" per il 4000T; per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione in BlizKick.guide) 3) Veranno così creati in ram una serie di files. Nella directory DEVS:Kernel create una sottodirectory "Modules" e copiate al suo interno i files appena generati da RomUpdateSplit. Nota: per il nostro scopo è sufficiente copiare il solo "scsi.device", sarebbe meglio procedere all'installazione dei file rimanenti solo in un secondo tempo facendo delle prove in base alla macchina posseduta. 4) Aggiungere la seguente opzione al comando Startup:
ExtModules=Kernel:Modules/#?
Resettate la macchina e controllate se al nuovo avvio il dispositivo IDE funziona correttamente. Se si tratta di un CDROM e notate che dopo aver espulso il CD si verifica un errore di sistema, è probabile che dobbiate modificare la sua mountlist (generalmente devs:dosdrivers/CD0) provando ad aumentare lo stack nella voce StackSize da 3000 ad un valore più alto.
Problemi imprevisti
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E' possibile, anzi molto probabile, che l'installazione non riesca al primo tentativo. In questo caso consiglio di mantenere la calma e non scoraggiarsi subito, ricontrollando minuziosamente le operazioni svolte passo dopo passo. Se anche la speranza di aver dimenticato o sbagliato qualche passaggio risulta vana, controllate e studiate bene la documentazione per verificare che il vostro hardware sia effettivamente supportato, a quali condizioni, e se sono necessari degli accorgimenti particolari. Quindi verificate di non aver dimenticato "pericoli vaganti" come eventuali librerie o estensioni di sistema per PowerUP o WarpOS che possano entrare in conflitto. Se il sistema non riesce ad avviarsi provate a modificare il valore di ResetLevel consultando la documentazione di Startup o provate a rimuovere il dirottamento ">NIL:" dal suddetto comando per visualizzarne l'output. Sappiamo bene che, a differenza dei PC o dei Mac, ogni Amiga è diverso dall'altro sotto tutti gli aspetti; si è cercato di riunire in questo tutorial tutti i problemi conosciuti, sconosciuti, documentati o meno che si sono riscontrati durante l'installazione e l'uso di Morphos; ma ugualmente, in casi particolarmente ostili può rendersi necessario contattare gli autori per un supporto tecnico.
Problemi previsti
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Se siete riusciti nell'installazione noterete comunque alcuni noiosi problemi più o meno noti ancora presenti nella corrente beta, ma che con un pò di pazienza non ne pregiudicano in modo drammatico l'usabilità. Il primo, più evidente, è quello che riguarda il picture.datatype.elf. Può capitare molto frequentemente che, lavorando su schermi a 32 bit, le immagini caricate compaiano totalmente sballate, con l'aspetto di un insieme di righe colorate oblique. Questo ovviamente accade per gli sfondi del WB, per le immagini visualizzate tramite MultiView od ovunque vengano caricate tramite datatypes. Si tratta quasi sicuramente di un bug nell'allineamento dei dati in videoram, più frequente su schermi a 32 bit, meno sotto altri formati. Da segnalare inoltre (per i più esperti) che il metodo DTM_WRITE purtroppo non funziona. Se fate uso o avete scritto programmi che si basano sulla API del picture.datatype per salvare le vostre immagini, purtroppo per il momento dovrete avere pazienza e attendere che questo noioso
baco venga risolto. Un altro difetto legato alla corrente versione di CGX5 riguarda gli schermi in modo «Packed24» disponibili con i PermediaII. Quando viene selezionato un modo video di questo tipo si ottengono vari errori di rendering, visibili soprattutto durante il trascinamento delle icone. Altro noto baco riguarda i gadget di ReAction, presenti in tutti gli editor delle prefs di sistema a partire dall'OS 3.5: nel 90% dei casi è sufficiente cliccare uno di questi gadget per causare un blocco totale del sistema. Ma su questo Ralph Schmidt ci rassicura, asserendo che il problema è dovuto ad uno stack troppo basso nel nuovo input.device PPC, e sarà risolto con la prossima release.
Conclusioni
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Anche per questa volta siamo giunti alla fine dello spazio disponibile, ma con l'augurio che quanto appena esposto possa rivelarsi utile e prezioso per molti, e che un numero sempre maggiore di persone provino ad avvicinarsi a quello che -per ora in mancanza di alternative- sembra essere l'unica evoluzione possibile del nostro OS verso il futuro. Nell'attesa di vederne presto una nuova beta release per un'accurata recensione, e sperando che con essa vengano risolti i piccoli ma fastidiosi difetti presenti in quella attuale, ci lasciamo con l'intenzione, per il prossimo capitolo, di continuare il nostro viaggio all'interno di MorphOS. Approfondiremo l'analisi delle sue prestazioni e della sua compatibilità, e passeremo in rassegna la lista del principale software attualmente disponibile (di cui trovate un'anticipazione nell'apposito box). Alla prossima !
Configurazione usata per la prova:
Amiga 4000 con CyberStormPPC 604e@200 040@25, RAM 144MB, scheda video CyberVisionPPC con WB 1120 x 840 x 32 x 80 Hz, HD UltraWide IBM 4GB + HD UltraWide Fujitsu 18GB, ZIP Drive SCSI, CDRom IDE, AmigaOS 3.9
(BOX)
MOS-Ready: gli Indispensabili
Segnaliamo qui solo alcuni e i più significativi tra gli applicativi già disponibili in versione nativa per MorphOS.
Nome: YAM 2.3
Link: http://www.yam.ch/archive.htmlNote: Un porting pressochè perfetto del miglior mailer mai esistito per Amiga.
Velocissimo, non smentisce ciò che promette. I frutti dell'Open Source si
vedono...
Nome: Voyager 3
Link: v3.vapor.com
Note: Nettamente più fluido e usabile della versione 68K, giunge da poco alla
release 3.3.120. Diverse incongruenze quà e là, non supporta ancora l'SSL e
alcune altre funzioni minori. Ci aspettavamo una maggiore velocità
specialmente nella formattazione e nello scrolling di pagine lunghe.
Lasciamolo ancora crescere.
Nome: Mui PPC
Link: http://www.morphos.de/fileslinks.php3#mosmuiNote: Perfettamente riuscito questo porting per MorphOS della migliore GUI per
Amiga. Stabilità e velocità assicurate.
Nome: MagicMenu PPC 2.31
Link: http://www.meanmachine.ch/~mosfiles//files/MagicMenuPPC2_31.lhaNote: Indispensabile, veloce come una scheggia e perfetto. Nient'altro da
aggiungere.
Nome: WarpDataTypes
Link: http://www.nanunanu.org/~oliverNote: Con questo set di ottimi e veloci datatypes, estensione immancabile per il
vostro "nuovo" OS, Oliver Roberts ha compiuto un ottimo lavoro. Un vero
peccato che non supportino nemmeno loro il metodo DTM_WRITE...
Nome: Frogger PPC 1.64
Link: http://frogger.rules.plNote: Praticamente identico alle versioni PUP e WOS, non si notano pertanto
evidenti incrementi di velocità. Sempre la stessa interfaccia scarna e poco
agevole ma premiamo l'impegno di averne fatto un porting anche per questo OS.
Nome: ahi.device.elf 5.20
Link: http://www.lysator.liu.se/~lcs/files/ahi/beta/Note: Ad un esame superficiale sembra funzionare correttamente, anche se a volte si
"incanta". Da usarsi con cautela...
Nome: ttf.library.elf
Link: http://home.sprynet.com/~ragriffi/ttflib.htmNote: Se siete stanchi della lentezza dei font scalabili di sistema questa è la
soluzione. L'intero parco dei font TrueType disponibile al vostro Amiga e
alla velocità del PPC. Un lavoro eccellente.
Nome: AwebPPC
Link: http://79.197.46.38/~bigfoot/files/AWebPPC-binNote: Finalmente l'autore di AWeb ha deciso di rendere pubblici i sorgenti del più
popolare (e più compatibile) browser Amiga, sotto licenza APL. Il primo porting
per MorphOS è avvenuto da parte di Mark (Bigfoot) Olsen. Attualmente sembra
funzionare in modo corretto a parte i menu che scompaiono dopo aver aperto una
qualsiasi finestra dei setting. Un buon antagonista a Voyager PPC e per di più
gratuito, spesso notevolmente più fluido nell'utilizzo.
Per un elenco (quasi) completo: http://www.morphos.de/fileslinks.php3