
Parleremo del Casablanca, anche se non è una novità, abbiamo deciso di recensirlo visto il suo costo irrisorio, soprattutto se si ricorre al mercatino dell'usato, e alla naturale predisposizione dell'utente Amiga verso il mondo del Desk Top Video.
Per quei pochi che non deovessero conoscerlo diciamo subito che si tratta di un sistema stand-alone per il montaggio non lineare dei video, ed offre tutto ciò che serve per effettuare un montaggio di buona qualità ad una frazione del costo dei concorrenti.
Il Casabalca è basato sulla stessa tecnologia del DraCo sempre prodotto della Macrosystem, ma è che è indicato per mercato broadcast. La Macrosystem è una vecchia conoscenza per gli utenti Amiga, qualche anno fa questa ditta teutonica produceva (oltre a schede di espansione e digitalizzatori video per Amiga) la VLab Motion, una scheda che consentiva, solo ai possessori di Amiga con bus Zorro2/3, di acquisire, montare e rimandare in play sequenze video ad un costo contenuto, per l'audio era necessario ricorrere ad una scheda aggiuntiva sempre della prolifica Macrosystem chiamata: Toccata, per altro era un'ottima scheda sonora.
La Macrosystem ha certamente deciso di capitalizzare la propria esperienza maturata nel campo della progettazione di schede acceleratrici per Amiga, nonché di schede di video/audio editing, realizzando un sistema stand-alone di acquisizione e montaggio video non lineare.Ha scelto però di promuovere il suo prodotto slegandolo il più possibile dal marchio Amiga.
Il Casablanca è basato su un microprocessore Motorola MC68040 a 33Mhz, controller Fast SCSI II, floppy disk da
1.8 Mbytes, scheda video con uscita in standard PAL o NTSC. Qualcuno attribuisce l'origine del suo nome al fatto che altro non sia che un computer travestito da videoregistratore, ma quale computer? Leggendo la sua scheda tecnica è difficile non pensare ad un'Amiga ben carrozzato, ma si distingue nettamente da quest'ultimo per un aspetto fondamentale: il Casablanca non è un computer, o meglio non lo è secondo i normali canoni, infatti non esistono programmi applicativi che possano essere lanciati dall'utente, ma è il sistema operativo a lanciare automaticamente, all'accensione, l'applicazione che consente, mediante una comoda ed originale interfaccia grafica, di controllare tutte le funzioni hardware e software della macchina. Inserendo il dischetto del Workbench questo non viene riconosciuto, lo stesso accade inserendo nell'Amiga il disco del Casablanca. Il sistema operativo ed il software che correda il Casablanca risulta essere stabile nonostante la sua giovane età, a dimostrazione di quanta cura sia stata posta nella sua progettazione e realizzazione. L'interfaccia utente è accattivante, facile da capire, e semplice da usare. Ogni volta presenta una serie di opzioni tra le quali selezionare quella desiderata, quindi guida passo passo l'utente, anche se particolarmente inesperto, fino al conseguimento dell'obiettivo prefissato. Ciò può dare un fastidioso senso di impotenza a chi è abituato ad avere il controllo assoluto sull'applicazione, ma è molto rassicurante per qualsiasi utente alle prime armi. Tale tipo di impostazione è fondamentale essendo il Casablanca destinato ad un mercato amatoriale e semiprofessionale, tradizionalmente l'utente medio è poco incline all'uso di tecnologia un po' più complessa di un videoregistratore (per altro non semplici da usare!) o è poco avezzo alla metafora della scrivania. Con questo sistema anche chi non sa usare un computer può, dopo poche ore di pratica, produrre montaggi video di buona qualità.
L'installazione del Casablanca e suo funzionamento
L'installazione del Casablanca è più difficile a dirsi che a farsi, una volta estratto dal suo scatolone è sufficiente collegarlo con la sorgente e la destinazione video, nonchè all'impianto di rete, premere il bottone di accensione e attendere alcuni secondi per il caricamento del software, ed è già pronto per l'uso. Nel caso si stia accendendo la macchina per la prima volta o con un nuovo harddisk, resterà visualizzato il logo del
Casablanca mentre il drive interno emetterà il caratteristico rumore che ha assillato tutti gli utenti Amiga, ed attende in questo stato fino a quando si inserisce il dischetto allegato alla macchina, questo la prima volta deve essere sprotetto in scrittura!
I tecnici della Macrosystem hanno ideato una semplice, ma efficace protezione antipirateria. Ogni Casablanca possiede all'interno della rom di sistema un numero di serie, quando si inserisce un dischetto nel drive, il software di sistema controlla se si tratta di un disco per Casablanca e se sia già stato marchiato da un altro Casablanca. Il disco una volta marchiato può essere letto solo dalla macchina a cui corrisponde il numero di serie. Proprio per consentire questa marchiatura del disco è necessario che questo sia sprotetto in scrittura al suo primo inserimento. Può sembrare una protezione stupida, ma non lo è, infatti il Casablanca ha un sistema di formattazione proprietario, questo gli consente di raggiungere ben 1.8Mb sui normali dischi da 1.44Mb per Win & Mac, e al tempo stesso di impedire la duplicazione del disco. In apparenza tale scelta sembra penalizzare l'utente onesto, in quanto gli si impedisce di fare delle copie di backup, ammesse dalla legge, però la cosa non è così grave. Infatti una volta installato il software su harddisk, il dischetto non serve più e può essere usato come backup, e va quindi, riposto in un luogo sicuro non soggetto a sbalzi termici eccessivi e lontano da campi magnetici, perciò scordatevi di conservarlo nella classica scatoletta di cartone da tenere affianco hai monitor CRT e TV Color perché il campo elettromagnetico generato si svluppa lateralmente e nel retro. In caso di danneggiamento accidentale era possibile richiedere alla Macrosystem, o al distributore locale, un nuovo disco, basta indicare il codice della macchina e rispedire il disco difettoso, ora Macrosystem sta lavorando ad una nuova versione basata su tecnologia Intel, ma non so fornisca ancora supporto sulla vecchia serie, un motivo in più per custodirlo con cura.
Il Casablanca non necessita di un costoso monitor dedicato, e può quindi essere collegato ad un semplice televisore domestico, anzi si consiglia di adoperarlo con un televisore di medie dimensioni, così le finestrelle di preview saranno grandi abbastanza.
Terminato il caricamento del software sul video comparirà la schermata qui accanto, la quale contiene Il primo gruppo di menù, ben separati, dai quali è possibile accedere a quattro diversi sottomenù corrispondenti ai quattro ambienti operativi: Setting, Record, FX, Audio. Dal primo gruppo, contrassegnato dalla sagoma del casablanca e denominato setting, si impostano con pochi click le caratteristiche della macchina. Selezionando la voce: land/country, é possibile impostare la lingua usata dell'interfaccia grafica tra quelle disponibili. La versione 1.3, quella a lungo provata, non include il supporto per l'italiano, ma è comparsa la prima volta nella versione 1.5, mentre l'ultima versione che ho avuto modo di incontrare su una macchina è stata la 2.0. Comunque la mancanza del supporto della nostra lingua non si avverte più di tanto, anche perché l'interfaccia è molto semplice e prevalentemente iconica, però è una questione di principio: supportare attivamente tutti i possibili mercati, denota una certa cura per i particolari ed attenzione alle esigenze degli utenti finali. Selezionando la voce: project settings, si accede ad un sotto pannello di controllo,
il quale è sicuramente il più importante dei settaggi; serve per impostare la qualità video e audio del nostro progetto, in base alle scelte fatte verrà mostrata la capacità totale e quella libera dell'harddisk presente sulla macchina, questa non sarà espressa in megabyte come uso comune sui computer, ma direttamente in ore, minuti, e secondi come succede per le videocassette. Una volta cambiata la qualità del progetto si perderanno in modo irreversibile tutte le scene presenti, frutto di precedenti montaggi e/o elaborazioni. In fine è possibile effettuare la regolazione della luminosità, contrasto e saturazione del colore del segnale in ingresso sempre mediante un pannello di controllo, questa volta sovrapposto all'immagine video sorgente, in modo da poter controllare immediatamente ciò che si sta facendo. In questo modo si acquisirà direttamente il segnale corretto evitando tanto costose quanto inutili operazioni di correzione dei colori.
Per questa volta è tutto, nel prossimo numero continueremo la prova sul campo.