Una caratteristica primaria dell'utente Amiga è certamente la fede incrollabile nel futuro di questa piattaforma. Alla luce di ciò non devono sicuramente meravigliare il moltiplicarsi di iniziative a difesa dell'Amiga, portate tenacemente avanti da motivati gruppi di utenti. Bitplane è l'ultimo di questi progetti. Si tratta di una rivista (l'unica in forma cartacea esistente) che tratta elusivamente del nostro computer, diretta da nomi storici della comunità amighista italiana. Una iniziativa senza dubbio importante perché, a distanza di pochi mesi dall'inaspettata uscita di scena di EAL, ci consente di avere un nuovo punto di riferimento editoriale.
Amigazzette ha voluto contattare la neo-nata redazione per conoscere direttamente dal caporedattore Nicola Morocutti i retroscena del progetto e le ambizioni future.
AMIGAzette: Come è nata l'idea di creare una rivista per Amiga?
Nicola Morocutti: Sinceramente l'idea era nell'aria da parecchio tempo. Lo stimolo che ha fatto definitivamente decollare l'impresa è stata la scomparsa di Enigma Amiga Life che ha lasciato gli amighisti italiani senza un punto di riferimento cartaceo. Il mercato stava declinando velocemente e, fatti i dovuti conti, abbiamo visto che la realizzazione di una rivista con il formato attual di Bitplane era alla nostra portata, così è partito il progetto ed è nato il numero 0 di Bitplane, presentato con molto successo a Pianeta Amiga 2001 e seguito, proprio in questi giorni dal numero 1 che raddoppia la foliazione (64 pagine) e presenta due CD allegati. Il nostro BitCD ed Amiga.it 1 come gradito omaggio ai nostri lettori.
AMIGAzette: Attualmente come è composta la redazione?
Nicola Morocutti: La redazione si sta via via arricchendo di importanti nomi del giornalismo amighista italiano e di vari ed autorevoli esponenti della scena Amiga italiana. Oltre al sottoscritto che ricopre il ruolo di coordinatore e caporedattore ci sono (in ordine sparso): Giorgio Signori, Andrea
Favini, William Molducci e Maurizio Bonomi provenienti dalla "storica" redazione di EAR, Claudio Marro Filosa, Marco Lovera, Danilo Drago, Paolo
D'Urso, Stafano Guidetti, Franco Coccini, Elena Novaretti, Joachim Thomas ed altri collaboratori esterni.
AMIGAzette: Come nasce un numero di Bitplane?
Nicola Morocutti: Beh è una domanda un po' complessa. Escludendo le rubriche fisse dove il curatore segue un percorso tracciato a grandi linee con la redazione che poi è libero di sviluppare liberamente, il resto della rivista nasce dal confronto che avviene nella nostra mailing list interna.
Solitamente si cerca di creare un percorso che riunisca le ultime novità del bimestre (quindi recensioni ed anteprime) con un tema principale che caratterizza di fondo il numero. Se nel numero 0 era l'anteprima di Amiga OS XL nel numero 1 si tratta dei reportage dalle fiere di Empoli e Colonia. Ovviamente poi cerchiamo di creare un qualcosa che accontenti il più possibile tutti i lettori dando quindi spazio a tutte le espressioni del mondo Amiga.
AMIGAzette: E' inutile nasconderlo: la comunità amighista italiana ha subito, negli ultimi anni, un drastico ridimensionamento. Pensate che il numero degli utenti rimasti fedeli ad Amiga sia tale da poter sostenere una rivista cartacea?
Nicola Morocutti: Sicuramente ormai l'utenza attiva non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella degli "anni d'oro" e questo è un grosso handicap per chi decide di intraprendere un'avventura come la nostra. Siamo comunque partiti consci di questo fatto cosa che ci ha aiutato a fare scelte che fino ad ora si sono rivelate giuste. Parlo ad esempio dell'uscita solo su abbonamento e della periodicità bimestrale che ci consentono di potre creare numeri più ricchi di contenuti e di evitare gli altissimi costri della distribuzione in edicola. Per rispondere alla seconda parte della tua domanda direi che i numeri ci sono, dobbiamo solo farci conoscere (questo è l'unico svantaggio del non essere in edicola) in fin dei conti il nostro obbiettivo è raggiungere i 300 abbonati e siamo già a buon punto.
AMIGAzette: E' certamente presto per fare dei bilanci, ma si sa il buongiorno si vede dal mattino... come è andato il numero zero ?
Nicola Morocutti: Il numero 0 è andato decisamente bene, consiederando che siamo partiti senza avere nessun traino da altre riviste e senza l'aiuto di un grosso editore ma contando solo sulle nostre forze il risultato è stato notevole. Il riscontro da parte dei lettori è stato entusiastico, si sono sprecati i complimenti sui contenuti e sulla cura posta nella realizzazione delel numero 0, non sono mancate ovviamente critiche e consigli che abbiamo tenuto in grande considerazione per la realizzazione del numero 1. Dal lato dei rivenditori abbiamo ricevuto l'aiuto di importanti nomi come Haage&Partner, Power Computing, Darkage Software ed ovviamente di Virtual Works che sostiene direttamente questa iniziativa. Oltre a questi non sono mancate le richieste da parte di vari rivenditori italiani per distribuire la rivista. Insomma come inizio non c'è male anzi!
AMIGAzette: Il 2000 doveva essere l'anno della riscossa per l'Amiga. Abbiamo qualche motivo per credere che il 2002 sarà diverso?
Nicola Morocutti: Io mi auguro di si, progetti come Amiga OS 4.0 e Pegasos possono, almeno sulla carta, dare ad Amiga quella competitività e quella stabilità nella sua nicchia che da anni ci auguriamo. Solo il tempo, come al solito, ci potrà dire se si tratterà di illusioni o di realtà.
AMIGAzette: La pioggia di schede PCI per Amiga è servita ad aggiornare le nostre macchine ed a risvegliare il mercato dell'hardware?
Nicola Morocutti: Decisamente si, almeno da quanto ci risulta sentendo i nostri inserzionisti. Resta il fatto che Amiga necessita di un hardware totalmente nuovo e performante e non più di patch e puntellamenti al suo ormai obsoleto hardware. Per questo vediamo con molto favore la motherboard Pegasos e gli sforzi di Haage&Partner per portare il nostro amato sistema operativo su altre piattaforme.
AMIGAzette: Come giudichi i programmi della "casa madre"?
Nicola Morocutti: Domanda difficile. Sinceramente i loro piani sono interessanti anche se hanno poco a che vedere con l'Amiga che tutti conosciamo (almeno nel breve periodo), certo che se avessimo un sistema operativo Amiga su tutti i telefonini e i PDA...
Ringraziamo tutta redazione (ed in particolare Nicola Morocutti) per la disponibilità imostrataci, cogliendo l'occasione per invitare tutti i nostri lettori virtuali ad appoggiare Bitplane sottoscrivendo l'abbonamento. Io l'ho già fatto e voi che aspettate?