Tre uomini ed un'Amiga (2ª parte)


Era mezzogiorno quando rientrammo in una fiera ormai satura di visitatori e di acqua (visto l'incredibile acquazzone in atto fuori dalla struttura!).

Subito dopo inizio' la prima conferenza, con la visione del famosissimo
Deathbed Vigil, filmato d'epoca che narra' della morte della Commodore (pace all'anima sua!)
Beh, ammetto di non averlo visto, ma l'ho fatto perche' l'atmosfera che si respirava nella saletta totalmente oscurata mi sembrava quella che si rispera quando qualche reduce di guerra vede un film sulla guerra che ha combattuto... triste!

Poi riinfilai nella fiera, e fu allora che vidi per la prima volta Platinette senza vestito: era Giorgio Signori, che nella peggior tradizione del "chi offre di piu'", cercava di svendere l'impossibile a chiunque capitasse a tiro: hard disk, genlock, giochi, dischetti rovinati, magliette del Chelsea con lo sponsor Amiga (scherzo, non credo che ci fosse, senno' l'avrei comprata!), e
Petro.lzx (ha cambiato compressione nel frattempo), e tutto cio' che potesse essere definito Amiga (si sperava in qualche spagnola compiacente... ma nada!).

Erano le 3, e il panino era stato abbondantemente digerito, quindi lo stomaco rifiato', ma io allora (insieme sempre a Guglielmo) decisi di non dargli tregua, e allora giu' con un ennesimo panino con salsiccia e peperoni, nel nome del fitness (solo dopo mi accorso della presenza della porchetta, ma era troppo tardi, e lo stomaco, tra una bestemmia e l'altra, mi ringrazio')

Ripresi i miei acquisti, e mi avventai su Napalm a 60 millini, Amiga Classix e C64 Classix, per la gioia dei rivenditori. Poi venne il momento clou: la dimostrazione del funzionamento di Elate.

Non voglio mettermi a favoleggiare sulle sue caratteristiche, ne' mettermi pro o contro questo sistema, ma immagino un larga applicazione delle finestre, che in Elate possono avere qualsiasi forma (ci hanno fatto vedere una a forma di
Boing Ball), e quindi ben si prestano a scherzi vari ed eventuali di burloni... spero che Elate entri in ufficio, cosi' ci sara' davvero da divertirsi.

Il resto della fiera non e' stato granche', avevamo visto tutto il possibile (a proposito, ma 'sto Ianir e' piu' italiano di me, cazzarola), avevamo parlato di tutto il possibile, e stava giungendo l'ora di andare, quando il portafoglio emise un urlo empatico senza precendeti (Denny abbi pieta') che diceva: "Idiota, compra quel cavolo di AmigaOS 3.5 a 65 mila lire!!!!".
Non potei fare a meno di ubbidirgli, e lo comprai, cercando di schivarmi Haage che per la contentezza cerco' di baciarmi sulla bocca, ma alla fine desistette e mi regalo' l'H&P Service CD, con il Boing Bag 1. Wow!

Infine guardai con tristezza Candy Factory Pro, che tanto avrei voluto comprare, ma non sapendo quanti soldi mi sarebbero serviti fra albergo e viaggio di ritorno, soprasedetti (si scrive cosi'? boh!).


Ah... se avessi saputo!


Uscimmo dalla fiera (che non era una belva, ma una mostra... ma si, anche un po' selvaggia), e ci dirigemmo verso il centro di Empoli, non prima di aver riempito la macchina di tutte le scartoffie varie ed eventuali che avevamo acquistato.
La cosa da fare era semplice: saremmo dovuti salire in macchina, e dirigerci verso la nostra pensione abituale (il nome era "Il Tegolo", rammentatelo bene!), ma non so chi di noi tre, o forse le nostre coscienze fuse in un unica immensa cazzata di pensiero, decise che era meglio che rimanavamo ad Empoli, di trovare un localino li' e mangiare come i "puerch".
Ci inoltrammo in quella selva oscura e piena di belle figheire, che e' il centro storico di Empoli, alla ricerca di una pizzeria, un pub, un altro di quei misteriosi esseri alieni che vendono panini intossicanti agl'angoli delle strade.,, niente! Cominciammo a pensare che ad Empoli la gente non si nutra, e che viva solo di aria (magari pure fritta). Ma mentre camminavamo, io realizzai di essere rimasto da solo con Giuseppe Gigante. Ci guardammo negl'occhi e dicemmo (senza baciarci, mi pare pure ovvio, mica so orecchione io!!!): "Dov'e' Guglielmo??".
Era fermo 10 metri dietro di noi, davanti ad un fruttivendolo, con gli occhi sbarrati e sull'orlo della lacrimazione. Ma cosa avra' mai visto, ci chiedemmo (io onestamente pensai ad una mega-banana da addrizzare... ma lasciamo stare).
Ci avvicinammo, e quando demmo anche noi uno sguardo alla vetrina mi venne un brivido e mi girai di scatto, temendo che qualche Velociraptor mi ghermisse: in quel negozio c'era un funghi mastodintico, che io definii Giurassico, e che sconvolse tutte le mie teorie sull'evoluzione delle specie, facendomi venire in mente un episodio di X-Files.


Dopo quella visione di un altro tempo, ritornammo alla ricerca di un qualsiasi posto dove poter riempire gli stomaci, e fu cosi' che in preda ad un raptus alimentare fermai un'indigena e, no, non la mangiai, le chiesi solo e semplicemte: "DOVE CAZZO SI TROVA UNA PIZZERIA IN QUESTA LATRINA DI CITTA'???"
Lei gentilmente mi indico' una strada, che suonava tanto come il classico "in fondo a destra", ma mi fidai e seguimmo le sue indicazioni, giungendo ad una pizzeria molto carina, in cui avevano deciso di riunirsi molti altri amighisti. Chiedemmo un tavolo per tre alla bella figheira della cameriera, che ci accontento' subito, facendoci sedere e portandoci i menu'.
Inizio' cosi' la nostra fragorosa avventura culinaria (che non vuol dire culi in aria, eravamo seduti), accompagnati da "Carramba che sorpresa!" come sottofondo.


Guardammo il menu' come degli affamati cronici (e lo eravamo davvero) e optammo tutti e tre per un primo (gnocchi ai 4 formaggi), mentre Guglielmo aggiunse in secondo (che onestamente non ricordo, ma tanto' spari' in un batter d'occhio e non potei vedere bene di cosa si trattava).


La simpatica cameriera ci porto' le pietanze dopo pochi minuti, e cominciammo a strafocarci (maledetta quella pubblicita'!) senza ritegno alcuno. Poi venne il secondo per Guglielmo, ed io e Giuseppe analizzammo che avevamo ancora fame.
Fu allora che abbi conferma della voracita' di Guglielmo, che mentre leccava il piatto disse: "sii, ci vorrebbe una pizza!!!"

Ora faccio una piccola disgressione e chiedo di poter utilizzare il sistema di sondaggio di egroups per questa semplice domanda a risposte multiple:

Guglielmo secondo voi e':

- Un latrina incredibile - Un pozzo di San Patrizio - La fossa delle Marianne in incognito.

Partecipate numerosi, in palio una serata in pizzeria col suddetto. Ovviamente pagate voi!

Riprendemmo in mano i menu' e scegliemmo le pizze piu' adatte, e fu cosi' che io e Guglielmo prendemmo la Carolina, ridendo perche' ci ricordava il nome di una mucca (o uacca dir si voglia), ma mai pensammo alla scelta che avrebbe fatto Giuseppe Gigante: scelse una pizza assurda, il cui nome era MAIALONA! (e ho detto tutto ndPeppinodeFilippo).


Ridemmo come dei dannati (ho pero' rimosso gli ingredienti per l'orrore che provocamano al mio stomaco), finche' non giunse la cameriera che sentenzio' "Avete scelto?". E tocco' a me parlare, mentre Guglielmo sorrideva e Giuseppe beveva un sorso di Coca Cola (spero mi paghino per questa pubblicita' occulta; ndPaolo); "Certo" dissi io "Io e lui" ed indicai Guglielmo "prendiamo la
Carolina, mentre lui" indicando Giuseppe "beh... sai... si vergogna a dirlo!"
La cameriera sorrise complice: "Ho capito, vuole la MAIALONA!" disse, quasi urlando, provocando un quasi soffocamento da parte di Giuseppe, mentre io e Guglielmo crepavamao dalle risate. Per la cronaca, Giuseppe e' sopravissuto allo soffocamento.


Dopo un po' le pizze arrivarono, e ci chiedemmo che verso avrebbe fatto la
MAIALONA, indecisi se era una MAIALONA animale (grunf, grunf) o umana (si, dai, ancora). Nessun verso... sigh!

Finimmo di mangiare, intonando "Filomegna muy ermosa, e' scappata da Canossa", sotto lo sguardo incredulo dei tipi della Epic e della Darkage, seduto accanto a noi. In piu' scoprimmo che la pizzeria era un tesseratto: infatti nel bagno entravano decine di persone, ma mai semrbrava riempirsi.
Dopo il riuscito tentativo da parte della cameriera di riuscire a darci il resto di un centone, uscimmo dalla pizzeria sorridendi, pensando al letto che presto ci avrebbe accolti.


Raggiungemmo la macchina che erano le 10 o quasi, e ci dirigemmo verso il paesino vicino, in direzione dell'albergo... ma a quel punto ci venne un dubbio, anzi 2.

(1) Qual'era il nome dell'albergo? (2) E qual'era la strada per arrivarci?


Il mistero verra' svelato nel prossimo incredibile episodio, dal titolo "AAARRRGGGHHH!!!".



Scritto da Paolo Giannuzzi
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