MEDIATOR PCI PER A1200


Quattro slot PCI attivi per Amiga 1200


Vageggiato per anni, oggetto di culto e d'invidia per le sue diverse incarnazioni, sia sugli X86, sia sui MacIntosh, dove ha sostituito il vecchio NuBus, il Bus PCI 2.1, atteso da troppo tempo, è finalmente arrivato per colmare uno svantaggio che i nostri Amiga stavano accusando sempre più: la mancanza di slot d'espansione per schede PCI. I polacchi della Elbox sono riusciti in questa impresa, tanto attesa quanto vagheggiata per anni. Si può benissimo asserire che le busplatine Mediator 1200 prima e Mediator 4000, e prossimamante le G-REX DCE, arrivano in un momento davvero delicato rappresentato dalla transizione dall'Amiga Classic all'Amiga DE, e sono seriamente candidate al ruolo di "ponte" tra le due diverse architetture.

E, fatta eccezione per le passive ed inutilizzabili Micronik ZII, adesso non ci sono più davvero scuse.

Ho provato la Mediator 1200, l'unico modello attualmente (ma recentissimamante è stata rilasciata la versione per A4000, e la G-Rex è imminente) disponibile, e dopo un accurato periodo di testing ed uso intensivo, nel quale ho messo sotto torchio il prodotto commercializzato da Ianiri, posso senz'altro asserire, anche alla luce degli sviluppi occorsi durante questi giorni (La presentazione delle schede SharkPPc G3/G4), posso tranquillamente asserire, che, se non è la panacea ai nostri mali, almeno dà un fortissimo sollievo, e se le promesse saranno mantenute i nostri Amiga non avranno nulla da invidiare ai G3/G4 della casa di Cupertino, in virtù delle doti del nostro Amiga OS. Chissà se Finkel e Sessenrath avrebbero mai previsto che il loro AmigaOS avrebbe supportato le PCI!

Presentata al Pianeta Amiga in anteprima nazionale, grazie all'aiuto di due validi Amighisti, la Mediator, nonostante la lentezza nel refresh grafico e nello scrolling, con una S3 Virge, concettualmente superiore alla ex testa di ponte ZIII CyberVision 64 3D, prometteva bene, e con l'invito a "supportare" un noto rivenditore, me ne facevo accantonare un esemplare ch mi sarebbe stato recapitato al mio domicilio non appena sarebbe stato disponibile. Esemplare, che, dopo un'attesa di quasi venti giorni e con qualche difficoltà, è stato correttamente installato e configurato sul mio sistema.
Debbo fare una premessa: sia per gli sviluppi dei driver, che per l'aiuto di Michele Bruno nuovo acquisto nel sempre più compatto mercato Amiga e nonchè felice utente del gioiello Mediator, ho dovuto rifare più volte la sezione "impressioni d'uso", poichè le frenetiche release dei driver, sempre più ottimizzati e migliorati in stabilità, e sia per la "telenovela" CGX VooDoo3 => Picasso VooDoo3, hanno gettato l'autore nello scompiglio più totale. Fortunatamente, a oggi, la situazione pare stabilizzarsi al meglio, e l'annuncio delle schede SharkPPc G3/G4 per Mediator non fanno altro che catalizzare l'attenzione sulla busplatine che viene dall'est.

Il primo impatto


Ben lontana dall'essere un raffazzonato "hack", come qualcuno avrebbe potuto aspettarsi, la Mediator, composta dal corpo scheda e dallo "sdoppiatore" del connettore CPU, appare molto pulita come design elettrico, e non sono presenti correzioni dell'ultimo momento, o fili volanti, segno di qualità e cura del progetto. L'elettronica di conversione è interamente zoccolata, scelta forse dettata da motivazioni costruttive e non pratiche (anche la PowerFlyer A1200 è in questa tecnologia), mentre la connessione alla scheda acceleratrice e i quattro slot PCI, appaiono un pò tentennanti, specie la prima che ha dato non pochi problemi in presenza di una powerboard piuttosto pesante (la Blizzard 1260+SCSIKIT e l'accoppiata BVision e PowerPC). Ancorata alla mainboard del 1200 con distanziali in morbida spugna, la busplatine lascia molto spazio per il controller PowerFlyer, per la BVision (togliendo un po' d'aria) e per una eventuale scheda d'espansione su slot clock o per scandoubler. Qualche problema, invece, per device un pò più ingombranti come la Delphina Lite, che andranno collegate con un sapiente "gioco a incastro".
Il montaggio della scheda non presenta, in tower come il PowerTower, il Micronik Infinitiv II o il Winner problemi di sorta, mentre nel più gettonato Micronik Infinitiv I vi sono molti problemi meccanici da risolvere, alcuni davvero fastidiosi. Leggerete più in basso le modifiche da apportare, purtroppo alcune davvero consistenti e di difficile attuazione per chi non ha doti innate di manualità e destrezza..

Ahimè, nessuna speranza per i possessori del massiccio tower della Ateo-concepts, purtroppo non c'è quasi nulla da fare. A meno che improvvisarsi fabbri e disfare metà struttura, di vie d'uscita per i loro possessori e per le schede PCI non ve ne sono molte (e non è una battuta!).

Una volta disinballata, e letto accuratamente il libretto d'istruzioni in lingua d'Albione, ed eventualmente settati i ponticelli per dirimere eventuali incompatibilità con talune schede acceleratrici (con la mia Blizzard PowerBoard 603e non ve nè stato bisogno), basta semplicemente collegare la sdoppiatore al connettore CPU, la vostra scheda CPU, e poi il corpo della Mediator con eventalmente le espansioni PCI (scheda video, scheda di rete...), con un semplice scatto. Ora, se si è in possesso di un alimentatore AT, inserirte i connettori P8 e P9 sull'apposito ingresso, accendere l'Amiga, caricare il pci.device, installare il device della periferica di nostro interesse, e si è subito operativi.
Questo se siete in possesso di un tower spazioso e capiente: per i padroni del Micronik Inifinitiv I ci sono alcune modifiche da effettuare.
Per tutti: se avete serbato la schermatura superiore del vostro Amiga, rimuovetela.

Adattiamo il Tower Micronik


Prima di tutto, l'alloggiamento dei connettori P8 e P8 è quasi in impatto con un longherone di metallo del cestello che sorregge l'alimentatore. Con un po' di pazienza l'inserimento è possibile, ma questo rende davvero problematico l'eventuale estrazione dei cavi d'alimentazione, problema acuito dalla presenza del supporto per hard disk da 3.5'. In presenza di una seconda gabbia plastica (ce ne possono essere fino a un massimo di 4), sarebbe già impossibile installare la Mediator. E' sempre meglio tentare l'aggancio a posteriori, perchè prima di collocare la Mediator potrebbe creare deformazioni o strappi.
Il secondo problema è molto fastidioso, e apparentemente non di facile risoluzione. Lo sdoppiatore necessario a fornire i segnali necessari al funzionamento solleva di quattro centimetri abbontanti, inibendo la chiusura del tower, a meno che di possedere il rooftop, che dà un nuovo alloggiamento da 5'1/4. Quindi, a meno che improvvisarsi falegnami, e realizzare da se una cornice estensiva, o reperire nell'usato il pezzo mancante, il tower rimarrà scoperchiato, turbando la notevole estetica dell'Infinitiv.
Nel modello in mio possesso, poi è stato necessario innestare a fianco dell'alimentatore una zeppa di materiale spugnoso per sostenere l'insieme Blizzard - BVision, che, per l'eccessivo peso, pendeva pericolosamente verso l'unità d'alimentazione, ingenerando guru a catena per il gioco sullo slot CPU, e rischiando pericolosamente un corto impattando sulla parete metallica del robusto 280W, alimentatore poi guastaso successivamente all'installazione della Mediator. Quindi, approfittatene, se avete intezione di acquistarla, di ordinare un nuovo power supply, poichè il consumo di tensioni potrebbe mettere in ginocchio gli stanchi alimentatori in nostro possesso. Le oscillazioni della scheda CPU si sono ripresentate anche con un altro esemplare di Mediator, con una 1260+SCSIKIT. Immagino che se, adeguatamente sostenuta dal tower, la scheda non dovrebbe ingenerare questi "giochi pericolosi".
Per ultimo, a suon di lima e tronchesi, ho dovuto rimuovere alcune parti plastiche in eccedenza, e smussare, per correggere le ampie tolleranze, le feritoie per le schede d'espansione. Questa noiosa operazione è dovuta al fatto della perfetta sinergia tra le busplatine Micronik ZII e il tower stesso: ricordiamo che la Mediator, all'epoca non esisteva neppure nella mente dei suoi progettisti. Nulla di esoterico, comunque, ma una buona mezz'ora di lavoro. Eventualmente si potrà rimuovere una sorta di maschera che è all'altezza del connettore del DF0: e delle spie d'alimentazione, per permettere di collocare un gommino di supporto, ma è preferibile non farlo. La Mediator è già più stabile del Tower medesimo.
I possessori dell'interfaccia tastiera vecchio tipo, quella allungata, dovrebbero prendere seriamente in considerazione l'idea di sostituirla (risolverebbero anche il problema del key roll over), o fasciare la stessa con nastro adesivo isolante.
Ora, con un po' di fatica, si dovrà ricollocare il cavo che dalla BVision (se l'avete), si allaccia all'uscita VGA: il mio consiglio è di sagomare, a colpi di cutter o termotraforo uno dei "tappi" in plastica per le unità posteriori da 3.5', e fissare lì la vaschetta. Far correre l'inguainato cavetto sopra o sotto la Mediator non è il massimo della comodità.
Dopo questa ginnastica, e dopo esserci accertati di non aver resecato nulla o staccato qualcosa, diamo fuoco alle polveri!

Mediator in azione

Naturalmente, fatta debita eccezione per i possessori della ormai oggetto di culto Blizzard Vision, lo scopo primario della Mediator resta come possibilità d'installare schede video PCI. Certo, fa sorridere l'acquisto di una scheda da 370.000£ e passa per utilizzare schedine che nelle varie fiere vanno via per pochi biglietti da dieci (se non da mille), ma l'ampio parco di device PCI non è certo da sottovalutare: infatti per la Mediator sono già pronte schede tuner TV, e a momenti i driver AHI per la SoundBlaster 128 PCI. Per le schede di rete ci sono già, ma per i controller SCSI? Forse il giorno del partizionamento con HDDTOOLBOX di un velocissimo Capricorn IBM UWSCSI sull'adaptech.device non è poi così lontano...


S3: Si, maaah...


I driver presenti nel package sono in fase molto embrionale, tale da avermi fatto accantonare la Mediator come "interessante ma lenta". Effettivamente, con la versione CGX3 e una ViewTop S3 Virge DX con 4 MB on board, le prestazioni video erano molto scadenti, inferiori a quelle riscontrabili con una vecchia Picasso II su A2000. Per un bug, o per qualche patch invisa, ogni risoluzione superiore a 800X600 mi era preclusa, mentre la 640X480 a 65 mila colori produceva ogni qual volta si tentava di aprire schermi multipli, il freeze della macchina, o un
Sospendi/riavvia a carico del Workbench o della input.library(!). Lo scrolling era molto discontinuo ed, esattamente come al Pianeta Amiga, comparivano molte scorie sotto forma di pixel vaganti.
Ridurre i colori non serviva (e non serve) a molto.
Fortunatamente, con la successiva release delle CGX3, le prestazioni sono migliorate di poco e quei puntini flottanti sono spariti. Lenta ma non instabile, comunque. Era un buon inizio.
Al momento in cui ho ripreso mano all'articolo, la situazione è migliorata di molto. A 800x600, 16M per 75Hz, la velocità non è certo entusiasmante, rimanendo ancora inferiore alla CyberVision 64 3D su Zorro II, e di molte lunghezze sotto il fiammeggiante Permedia 2 (ma un paragone diretto è improponibile), ma con le CGX 4, ci potrebbero essere margini di spunto notevoli, compatibilmente con i limiti fisici di queste schede, considerate ormai ferraglia: AmigaOS fa miracoli per la sua leggerezza, ma non aspettiamoci di trasformare in Ferrari una Panda!

VooDoo 3: Elettromacumba.


Ma, non credo che, potendo disporre della VooDoo 3, ci si possa accontentare!
Le schede della 3DFX, vero "standard de facto" sul mondo videoludico PC (ora insidiati dalla GeForce), restano oggetto di oscuri culti da parte delle frange più sfegatate degli Amighisti, rincuorati ed esaltati dal piccolo "show" orchestrato, con molto savoir faire dalla DCE, che con la G-Rex e una di queste schede, ha incantato a Colonia quasi tutti con Heretic II, videogame di elevatissima caratura, sofferente sotto Permedia, finalmente al suo massimo potenziale su VooDoo3.
Una bella reclame per le busplatine, anche per la Mediator, considerando il fatto che lo "spot" è indirettamente uno schiaffo ai Polacchi, perchè lo sviluppo dei driver per VooDoo 3 da parte della VGR è stato "strappato" dalla Mediator per approdare nelle predatorie fauci del G-Rex. Questo ha segnato un punto a sfavore, culminato con il rilascio dei driver in forma embrionale (pre alpha) per le potenti schede basate sul Chipset VooDoo. Ebbene, con questi driver, la Guillemot Escort V3 non ha voluto saperne minimamente di inizializzarsi. Ogni tentativo di caricare il monitor file si concludeva con uno sconfortante No signal/no sync. Ricollocata la scheda nello scatolone, avevo perso ogni speranza di usare una VooDoo 3, quando, improvvisamente, lo sviluppo dei driver riprende sotto Picasso. Questo mi ha portato alla decisione di creare una partizione di boot ex novo, per non incappare in conflitti tra le CGX 4.2 pre 7 e Picasso 1.x
Purtroppo, e per una questione data dalle differenti tipologie di Ram montate sulla scheda, il tentativo non ha sortito alcun effetto. Di release su release, la situazione non accennva a dare segni di miglioramento. Preso dallo sconforto mi son fatto prestare altre due schede basate su questo velocissimo Chipset, e di queste, solo un modello rimarchiato Computer Union ha accettato di buon grado la sfida. La situazione è migliore rispetto alla S3, ma ancora inferiore alla BVision.
Purtroppo ho dovuto restiture la scheda, ma almeno ho avuto la soddisfazione di poter visualizzare il mio Workbench su Voodoo.

Proprio quando stavo archiviando per l'ennesima volta la recensione, spuntano fuori i nuovi driver, e stavolta, con mia somma soddisfazione, la Guillemot non si freeza più. Spiegato con il supporto di un velocissimo tipo di ram video, anche quest'ultimo problema cade in modo definitivo, rendendo la Mediator compatibile con moltissime periferiche. La velocità è più che buona, c'è molto da ottimizzare, ma è già possibile lanciare WipeOUT 2097 senza troppi patemi (e nè differenze rispetto alla BVision, se non alcuni piccoli rallentamenti), risultato notevole nonostante l'impiego di una version non tanto aggiornata del sottosistema Picasso e la mancanza del supporto 3D. Accontentiamoci delle schermate iniziali, ed aspettiamo, dunque.
Naturalmente, l'esigua potenza dello 040 e, ahimè del 603e pesano sulle spalle della Mediator: la SharkPPc potrebbe davvero risultare definitiva.

Lan: Prova superata.


Escluse alcune costosissime combo board, la Mediator è molto compatibile con schede di rete 10/100Mbit, rendendo connettibile col mondo il nostro Amiga. Il basso costo delle stesse (anche sotto le 30.000£) rende appetibile l'operazione.
Attualmente l'elenco delle schede Lan compatibili è in progressivo incremento, ma una banale NE2000 compatibile dovrebbe funzionare senza problemi. L'impiego è semplice ed intuitivo: si collega la scheda, si copia il device in devs:, si specifica in MiamiDX o Genesis, e il gioco è fatto.
Si possono condividere i dati agevolmente anche a 100Mbit/sec. Purtroppo l'impiego della CPU resta alto: un problema dovuto ai driver, o, forse, la Mediator non è DMA?
Se così fosse, portare schede controller su Mediator sarebbe un problema, e si otterrebbero performance piuttosto carenti. Spero vivamente che non sia così.

Per concludere.


Personalmente, a meno che possediate un Tower Ateo, consiglio l'acquisto di questo piccolo prodigio: l'alto prezzo potrebbe dissuadere, ma considerando che una BVision costa sulle 530.000£ e che si rimane vincolati ad essa per sempre, e anche che la Shark g3/G4 è alle porte, la Mediator brilla di una luce particolarmente accattivante. La qualità e la compatibilità della stessa è più che buona, mentre resta, e non so se per colpa dei driver ancora giovani, o per qualche peccato di gioventù su qualche FPGA, o per demerito della esiguità del mio 040@33Mhz, sempre un po' lenta ed impacciata nella gestione video, che prevede violenti scambi di dati.
Tuttavia, e' pur sempre una ventata di novità e di freschezza nel nostro mercato. Non tenerne conto sarebbe un errore. Un gioiellino del genere va trattato come tale. Attenzione a patch sporche, e un po' di pazienza daranno ottimi frutti.

Paragonata con le sue concorrenti, la G-Rex DCE e la Predator Eyetech, la Mediator vince a larghe mani: sulla G-Rex (ricordiamo basata sul prototipo del bus proprietario BVision), vincolata indissolubilmente alle PuP Phase V e DCE, e sulla Predator, che non ha ancora visto la luce.
Aggiungiamo la possibilità della SharkPPc, e potremmo, se possediamo una PuP, contare su tre CPU: 040, 603e e G3/G4. Il che non è poco per una macchinetta nata quasi dieci anni fa con un 68EC020@14Mhz!
Restano alcune problematiche da risolvere, come la relativa lentezza, una certa produzione di calore da parte della logica ed il consumo di tensioni che potrebbe mettere in crisi un alimentatore già provato dal tempo, ma rispetto ai pregi, innumerevoli, tutto questo passa in secondo piano. Ciononostante, una tiratina d'orecchie è doverosa...perchè il connettore d'alimentazione P8/P9 è saldato in quella posizione davvero problematica per i Micronik e molti tower autocostruiti, mentre lo spazio presente sulla scheda avrebbe permesso una più comoda implementazione? Guarda caso, nel PowerTower, c'è come una sorta di "vacum"...che sia la "sindrome del drive bay Micronik"? ;-) Un pò più di flessibilità non avrebbe di certo guastato, ed avrebbe semplificato la vita a noi utenti.

Che vi devo dire, per concludere? Non sopportate più l'AGA? Agognate la G4? Volete comunicare con gli altri computer? Sognate di catturare immagini? Vi perdete dietro fantasie musicali? Beh, avete smesso di invidiare, ora è il tempo di "Mediare" con il vostro Amiga!


Mediator 1200.


Produttore: Elbox
Disponibile presso:
Virtual Works di Vidale Enrico
Via Tabacco 58 Bassano del Grappa (VI)
Tel.0424/512449 e-mail: info@virtualworks.it

Il Piccolo Emporio di Bruno Cristina
Via Roma 209/211 Mascalucia 95030 (CT)
Tel.Fax.: +39 (0)957274715 e-mail: il_piccolo@tin.it

Costo: circa 375.000£
Pregi: PCI su Amiga, pulizia del progetto, modularità, connettore d'alimentazione, modulo Shark G3/G4 quasi pronto
Difetti: Driver un po' lenti, affamata di corrente,problemi con alcune acceleratrici, scalda discretamente, meccanicamente incompatibile con alcuni Tower.
Voto: distinto


Giuseppe Gigante



L'autore desidera ringraziare Michele Bruno per i suoi preziosi consigli.