PIANETA AMIGA 2000
Nonostante la lenta declina che ormai la comunità Amiga sembra avere imboccato da troppo tempo, il Pianeta Amiga è, e resta, il principale motivo d’orgoglio della sempre più esigua "combriccola degli Amighisti", che, annualmente colgono l’occasione offerta dal pubblicista Jares, per incontrarsi, discutere, acquistare materiale dedicato alla nostra piattaforma, e dare un’occhiata ai sistemi alternativi, che come noi, scalpitano per ottenere uno spazio vitale e per dimostrare che, per ottenere una eccellente produttività, e un’interfaccia amichevole, non basta scatenare centinaia di Megahertz e Gigabyte, ma semplicemente seguire un approccio razionale e il più lineare possibile. Ormai AmigaOS ha fatto scuola, e sempre più "New entry" non celano d’essersi ispirati a lei. Ma questo impellente bisogno d’apertura non ha per nulla inficiato la fiducia (ampiamente meritata) che viene riposta nei nostri Amiga "Classic", e, se le novità Hardware erano poche, ma notevoli, i prodotti software abbondavano, coprendo ogni esigenza produttiva e ludica. Su quest’ultimo particolare, vi invito a leggere l’ampia carrellata preparata da Paolo Giannuzzi.
Bari, 30 settembre 2000 ore 2:00 A.M.
Scortati dalla pioggia come tutti gli anni, si parte per la quarta volta in quel di Empoli; destinazione "Pianeta Amiga".
Empoli, 30 settembre 2000 ore 10:00 A.M.
Muniti della solita fiducia che ci accompagna dai tempi che furono, facciamo il nostro ingresso in fiera...
I visi sono sempre gli stessi, qualcuno in più, qualcuno in meno, e la disposizione degli espositori è stata limitata all'interno della sala più grande. La presenza degli stessi era tuttavia ridotta e il paragone con il primo anno diventa improponibile.
Grande assente di quest'anno (per la prima volta) è stata la casa madre nella veste di Petro.lha e ciò ha sicuramente tolto una certa ufficialità alla manifestazione (ma solo quella).
Per fortuna, come ogni anno, si possono rilevare novità sia sul lato hardware che software e questo non può che fare piacere. Così, se da un lato potevamo notare la presenza del tanto atteso SDK, oltre che di "ArtEffect 4", "Amiga Writer 2", "Photogenics NG", "Fx paint" e di una serie di titoli ludici (ved. riquadro recensito da P. Giannuzzi), dal lato hardware, faceva bella mostra di se la "Mediator-PCI" la quale, montata sullo slot CPU di un A-1200, le da la possibilità di avere 4 slot PCI e come tale di poter usufruire di tutta una serie di schede presenti per il mercato PC. La scheda da noi vista era pienamente funzionante e su di essa era presente una normalissima scheda video S3 per PC che consentiva la visione del Workbench in schermi a 24 bit. L'unico inconveniente riscontrato è stato il supporto software nella gestione dei driver di sistema, i quali non riuscivano a sfruttare nel miglior modo la reale potenza delle schede installate; tanto per intenderci, a parità di CPU il refresh grafico era decisamente più lento di quello di un A-1200 con Z-2 e CV-64-3D.

Pianeta Amiga ore 13:00
Gli stand
Prima di rientrare virtualmente nel Palazzetto delle Esposizioni, due cenni sull’organizzazione. Se le prime edizioni erano patrocinata dalla WG Computers, ora in marcia d’allontanamento dal mercato Amiga, e la terza solo da Jares, quest’anno si è potuto contare sull’appoggio di Enigma Amiga Life, che ha colto l’occasione per usufruire della visibilità garantita dalla manifestazione, e perché no, con un pizzico di calcolo, per rafforzare la posizione di "faro" della presenza Amiga in Italia. Fortunatamente (è sintomo di vitalità e fermento), i concorrenti, sia sul Web, sia su CD, sono in grado di duellare ad armi pari, e questo è positivo per la qualità e la completezza dell’informazione. Questa puntualizzazione non vuole togliere nulla ai meriti della pubblicazione Pluricom, ma vuole semplicemente focalizzare come mercato di "nicchia" non vuol dire "morto".
La presenza di Enigma Amiga Life, che ha passato indenne l’anno di pubblicazione, era esplicata sia all’ingresso, dove come "gadget" venivano distribuiti il CD con la colonna sonora di Amiga International (oramai utile solo ai fini storici), e il EAL-CD 109 (ne avranno stampati in eccedenza?). Sotto l’ormai immancabile pioggia, la prima sorpresa: Mancava il bandierone, simbolo della manifestazione. Poi scoprimmo essere stato collocato all’interno. Una volta entrati, di prima mattina, non nascondo di essere stato colto da un senso neppure troppo marcato di disappunto e delusione. Se lo scorso anno, nei corridoi antistanti la sala vera e propria, avevano accolto banchetti e banconi, quest’anno tutto era condensato negli ampi spazi della sala. Due file contrapposte a formare una sorta di U, il palco in fondo a sinistra, e quattro file di sedie. Nulla più.
La delusione sembrava palpabile, ma dopo un po’, piano, piano, l’aula ha incominciato a popolarsi, e a pulsare d’attività. Haage & Partner, in unione con Virtual Works, presentava in anteprima nazionale (e non era l’unica delle sorprese) AmigaWriter 2.3, localizzato in italiano e con supporto PowerPc, offerto con un consistente sconto. Completavano il tandem ArtEffect, di cui prossimamente leggerete una approfondita recensione. Verso il pomeriggio, grazie alla collaborazione congiunta di Ianiri (PowerComputing),Allegra e Morocutti, è stato possibile visionare in azione un sistema PowerPC, con Mediator e S3 Virge. La velocità non era decisamente entusiasmante, ma il tempo limitato, e i driver embrionali hanno pesantemente influito sulla effettiva operabilità. Certo, fa sorridere l’idea d’investire mezzo milione per montare una scheda basata sul vecchio Virge, dal costo esiguo, ma il concetto che si nasconde dietro la Mediator è semplice: utilizzare le periferiche PCI, prodotte in quantità industriali per il mercato PC e Mac, in modo semplice ed intuitivo: questo si traduce nella possibilità, con i dovuti device pronti a venire, di collegare schede di rete, audio e controller EIDE/SCSI/FireWire ad elevate prestazioni, e schede di cattura video, senza per questo rinunciare alla nostra amata piattaforma, ripetevano entusiasti i ragazzi di Virtual Works, mentre il 1200T di Morocutti suonava MP3 a tutto spiano, e AWeb visualizzava in alta risoluzione la home page dei nostri beniamini. Se le incredibili possibilità della daughtercard Elbox sono possibili dal punto di vista elettrico, non lo è ancora dal fronte logico, perché i device sono ancora in preparazione, ma è solo questione di tempo, anche stando alle affermazioni positive del produttore che viene dall’est. Attualmente, è possibile installare schede video basate sul Chipset S3, e a brevissimo sul potente e performante VooDoo 3, grazie ad una versione ad hoc del sistema grafico CGX.
Scorrendo lo sguardo, era possibile, accanto al tower PCI attivo, nuovo oggetto del desiderio, come due anni fa era il 1500T Micronik, scegliere il cd di proprio gradimento, e acquistarlo. Oltre all’edizione speciale dell’amato AmyResource, era possibile portarsi a casa WipeOut 2070, la novità Heretic II, e raccolte curate dai Darkage, che avevano, in fondo, il loro bancone. Era inoltre possibile, effettuare l’ordine di componentistica Amiga come mouse, accelleratrici, le BVision e CVision DCE , e usufruire di un rapido e celere servizio riparazione.
A fianco, era la ClassX, attiva casa diretta dal bravissimo Puccini, che mostrava, su un Personal Computer basato sul PII a 350Mhz, il suo MoreFX 2. I "puristi" inorridiranno, ma in realtà l’ottimo software effettistico, ci tocca da vicino. E’ già in grado di girare su Amiga PPc (tramite Linux Apus), e nel nuovo AMI ™, perché compilato in Java. Ergo, sia che si possieda un PC, che un Mac, che una Ultra Sparc, è possibile utilizzarlo proficuamente. E non è affatto vero che Java è lento. Anzi, MoreFX 2 dimostrava una velocità d’esecuzione straordinaria, per un misero PII, già considerato ferraglia dal mercato SOHO.
La filosofia che si nascondeva dietro la "amichevole" interfaccia era tutta Amiga. Una finestra di preview, tabs, ed i bottoni degli effetti, disposti in modo ordinato e per nulla confusionario, al contrario di altri ben più blasonati (e pubblicizzati) prodotti.
Ma la ClassX non dimentica Amiga, ed infatti, ecco il mitico XDVE, ottimizzato per il processore PowerPc, a poco meno di 100.000£.
Chiudeva l’immenso tavolino una simpatica rivendita di materiale storico, vecchie glorie videoludiche, joystick, e i floppy 880k DD del CDTV.
Contrapposto alla postazione di Enigma Amiga Life, dove il buon Danelon gongolava tra i CD, mentre Franza impassibile come una sfinge riceveva gli avventori, la pazza ciurma di AmiWorld, con l’imperativo Paolo "Petty" Pettinato, presentava, grazie al potente A4000T di "SpawnPPc", la sua nuova creatura, della quale io faccio proditoriamente parte, Quantum Leap. Cos’è Quantum Leap? Come il nome evoca, cosa ne sarebbe stato di noi se le scelte fossero state differenti? E se la Commodore non fosse stata strozzata da un management inconcludente? Senza rimpianti, Quantum Leap vuole essere dedicato al futuro della nostra piattaforma, e non nel compiangersi di fasti passi. E’ il sito, il primo italiano, dedicato alla nascente piattaforma AMI ™, e conta diverse sezioni, dalla meramente storica, al supporto per i programmatori. La veste grafica è curata dall’abile Massimo Cicciò, mentre per il lato tecnico, il bravo Enrietti ha dimostrato di sapere la sua, tenendo la conferenza, della quale leggerete il resoconto. Completano la "ciurma" una task force di traduttori, che, oltre ad avvalersi di nomi ben noti, hanno "strappato", dalla sede centrale di Amiga.Corporation, il permesso di tradurre il loro "webjournal" nel nostro idioma.
Prossimamente vedere on line questa emozionante nuova avventura, aperta al mondo sempre in fermento della programmazione.
Che ne sarà di AmiWorld On Line, ora divenuta AmiWorld Network, storica webzine tutta italiana? Continuerà a vivere, tranquillamente. Aspettatevi nuove notizie Già il titolo è indicativo. Network, lavoro di rete. State sintonizzati.
E, se non ci fossero stati i ragazzi di ATML, nella persona di Bianchi Pietro, difficilmente, privi del sostentamento tecnico e materiale (pasticcini e bibite), saremmo potuti arrivare al termine della giornata. Tra chiacchiere, disanime sugli sviluppi e paste, ATML ha rappresentato un punto d’incontro importante per noi tutti. Persino AGI, proprio a fianco, con la sua postazione (si ringrazia DiMiX per la preziosa consulenza), sembrava abbracciare idealmente le due iniziative. E la presenza delle configurazioni Amiga poteva, salvo per il 4000D e il portatile PC/UAE di Giorgio Signori, dirsi esaurita. Ma questa flessione, non è giustificabile come un abbandono in massa della piattaforma, ma semplicemente come una mutata esigenza dimostrativa. Lo sbarramento che l’anno scorso quasi atterriva lo spettatore, quest’anno si è avuto nelle conferenze, e nelle attività. Un segno di maturità, indubbiamente, e un forte segnale. La mentalità amiga esula dalle singole macchine, e quelli di Amiga.Corp lo sanno.
Come ogni anno, ancora il mercato dell’usato, ma il materiale sembrava essersi ridotto ai classici Hard disk e lettori CD di recupero, forse per via della concorrenza dell’asta dell’usato tenuta dall’instancabile Signori.
Con tono e piglio manageriale, sono stati banditi, e presentati sistemi Amiga e accessori completi, a prezzi vantaggiosi, essendo la contrattazione diretta tra acquirente e venditore. Lo scopo dell’asta era solo nel dare visibilità alla merce, e devo dire che lo scopo è ben riuscito.
Ma, non solo aste, e non solo dimostrazioni di come UAE possa esserci utile. Su un personal computer portatile, Uae eseguiva, con una velocità paragonabile ad un A3000@25Mhz con scheda video, iBrowse mostrava le doti, non esaltanti, di quello che tempo fa, fu definito "Unusable Amiga Emulator". Signori ha, inoltre, presentato gli ultimi numeri della sua rivista su CD Amiga.IT, e offerto miniposter e speciali "sconti comitiva"per l’acquisto degli arretrati della sua rivista. Tematica delle ultime due pubblicazioni, la musica, come si poteva logicamente evincere dalle splendide cover del CD. Ma non erano solo gli artistici disegni ad attirare il pubblico, infatti troneggiava un monitor da 21’ Silicon Graphics, che, con mezzi di fortuna e componentistica tratta da una vecchia Bridgeboard guasta ed un’autoradio, era stato modificato per l’uso con Amiga, senza tradire le sue origini blasonate, e con eccellenti risultati. L’ennesima riprova di come l’Amighista non è un mero "smanettane", ma, grazie (o a causa) del supporto assente, abbia sviluppato un patrimonio di competenza e abilità immenso.
Abilità che i Darkage, attivissimo gruppo di "scener" e programmatori tutto italiano che presentava, un gioco strategico in tempo reale, con supporto PowerPc e schede grafiche. Ma non era l’unico piatto forte del gruppo, che, con la compagnia della Epic, offriva, a prezzi fieristici, il meglio della produzione videoludica internazione. Tra l’altro, le voci insistenti sulla chiusura della Epic, sono state smentite, chiarendo che più che un addio, si è trattato di una riorganizzazione in vista di nuovi sviluppi. Per le produzioni in vendita, rimanete su queste pagine. C’è un dossier apposito.
Toni Ianiri. E’ inutile negare che la Power Computing è un vero colosso del mercato Amiga. Il bancone non differiva di molto da quello dello scorso anno, salvo per la presenza della vera novità, già visibile presso la Virtual Works. Ianiri era molto fiero della Mediator, ed ha pubblicamente elogiato l’eccellente lavoro dei "geni della Elbox", che "Quando promettono qualcosa lo fanno", e si spingeva, con aria da ruspante "business man", nel pronosticare il grande successo di pubblico della "G4" By Elbox. Se la notizia è vera, e mi auguro vivamente di si, l’Amiga Classic potrà avere davvero nuova linfa (e, dato che nell’ultimo Executive update, McEwen accennava ad una doppia linea, Amiga Os 3.6 per "Classic" e AMI ™), e dare una spinta in più ai nostri amati Amiga.
Ma fortunatamente, la Mediator non era l’unica novità. Oltre alle schede ScanMagic, alle rinate Blizzard 603e, Cyberstorm MKIII PPc, Blizzard Vision e Cyberstorm Vision (non immediatamente disponibili, ma ordinabili), i nuovi Punchinello MKII, adattatore mouse per tutti gli Amiga, con annesso supporto per gestire lo scroller, la magica rotellina tanto in voga sul mercato PC. Completavano la scelta adattatori 4Ide, schede di rete PCMCIA con cnet.device, ed un piccolo "hack" per risolvere un problema del Gayle in presenza di schede di rete.
A fianco, altro hardware in vendita, ed altre vecchie conoscenze: AmyEquipment. I nostri istituzionali tedeschi presentavano il loro massiccio Tower, con la solita Daughtercard Micronik con PCI passive, ma garantivano la compatibilità meccanica con le Mediator. Joystic, software, ed la premiata serie dei controller Catweasel completavano il loro piccolo, ma affollato banchetto.
Le conferenze
Per tutto il sabato pomeriggio, nella sala adiacente a quella della manifestazione sono state fatte una serie di conferenze tra le quali anche la presentazione dell'SDK (ved. recensione di G. Gigante). Ha chiuso il pomeriggio la discussione con M. Bonomi, il quale ha proposto una serie di interventi (che vedremo probabilmente sin dal prossimo mese su EAL) per smuovere la situazione produttività sulla nostra piattaforma. In linea di massima la rivista potrebbe proporsi come promotrice di una iniziativa, alla quale dovranno partecipare il maggior numero di utenti. Le iniziative in questione potrebbero essere o l'acquisto cumulato di un pacchetto software (per usufruire di un maggiore sconto e incentivare la produzione di nuove versioni) oppure, la richiesta esplicita ed in "massa" mediante posta elettronica di software per amiga già esistente su altre piattaforme. In entrambi casi c'è da lavorare parecchio e la situazione (viste anche le passate esperienze) non è sicuramente la più rosea.
Amiga Interntional mancava, Amiga Corporation anche. Ma c’erano. Come? Il Sistema di sviluppo per AMI ™, che girava su un economicissimo portatile, con prestazioni grafiche quasi incredibili, è stato oggetto di una approfondita disanima tenuta dal giovane, ma esperto Enrietti, già membro del team di Quantum Leap.

conferenza sull'SDK
Una serie di disguidi tecnici, in primis la non felice collocazione logistica, non hanno fermato l’entusiasta giovane programmatore, che ha letteralmente incantato il pubblico, grazie alle piccole "magie" dell’SDK.
|
Lavorando con l’SDK
Tutti sapranno cosa si cela dietro la sigla SDK, ma pochi conoscono l’idea semplicemente rivoluzionaria che si nasconde dietro. E’ riassumibile in poche parole: Piccolo è meglio. Il programma per AMI ™ è snello da eseguire e veloce, perché è ridotto di dimensione. E mentre decine di finestre si aprivano sullo schermo, senza manifestare segni di rallentamento, i segreti dell’SDK venivano svelati. Per primo, ha suscitato attenzione AVE, il lato deputato alla gestione grafica. Oltre ai layer con effetti video integrati direttamente nella grafica, una caratteristica quasi rivoluzionaria, è stata la boing che rimbalzava sullo schermo. Non era una demo, non era un’applicazione. Era una finestra. In nativo, trasparenze, fogging, effetto greyscale, direttamente su finestra, senza patch o moduli aggiuntivi. Per i programmatori è giù un punto d’inizio notevole. Altre notizie, mentre cinque tappi di birra in bitmap ruotavano vorticosamente sul monitor. Le controverse licenze sono state modificate, eliminando un punto di malumore. Oltre a questo, l’altra news, è stata nel rilascio del primo aggiornamento per la versione Linux, ed il rilascio della versione Windows del medesimo. L’aggiornamento è finalizzato al risolvimento di alcuni problemi riscontrati dagli sviluppatori, che impedivano la creazione immediata del software. Il package non da l’impressione d’essere stato fabbricato in fretta e furia, e denuncia una certa cura dei particolari. Il manuale è semplice nello stile e chiaro, anche se un po’ caotico nell’ordine. Attualmente ci sono alcuni bug, ma al momento di leggere queste righe saranno già risolti. In primis alcuni pacchetti dell’SDK sono "difettosi", e guarda caso sono proprio le "indispensabili" classi Java. Fortunatamente c’è un bugfix sul sito di Amiga.Corp, ed è possibile essere operativi in breve tempo. Il secondo problema, abbastanza sentito, è la necessita di entrare in Linux come "SuperUtente", il che comporta rischi non indifferenti in caso d’incauta manipolazione. Al momento, più che un bug, sembra che sia una "conditio sine qua non", non aggirabile. Il terzo problema sorge per la rudimentalità della shell. Bisogna semplicemente inserire tutto il path del file da "processare", il che non è molto comodo. Ma questo problema sarà risolto. Una volta lanciato il sistema di sviluppo, ed essere rimasti stupiti dalle dimensioni ridotte delle demo presenti, e’ già possibile, seguendo le direttive del manuale, programmare per il Virtual Processor, e utilizzare il compilatore, che, ai più smaliziati, si rivela essere il buon GCC. Le applicazioni sviluppate per il VP, avranno come estensione 00. Infatti si è optato per un codice numerico ben definito per stabilire la tipologia di compilazione. Lo 00 è il VP, lo 01 è l’x86, lo 02 è il PowerPc…ecc… ecc… Con l’SDK è comunque possibile lanciare applicazioni Java, infatti, secondo loro , si può disporre di una JIT Java venti volte più veloce della concorrenza. I fatti sono diversi, sia perché Elate gira in Hosted mode, sia perché siamo ancora alla versione 1.0. Comunque la velocità d’esecuzione è maggiore rispetto a quella Netscape, e pari alla JIT Microsoft, con delle lievi fluttuazioni in positivo. Attualmente non è possibile lanciare tutto il software Java, ma con il primo aggiornamento sarà risolto anche questo inconveniente.
G.Gigante |
AMI™ E AmigaONE
Dave Haynie, papà degli ultimi Amiga, piuttosto terroristicamente, ai tempi della sua collaborazione con la Pios, paventava vicino il giorno della "rottura" fisica per oltrepassato tempo di funzionamento della mainboard Amiga. Sta di fatto, che ai giorni nostri, il 1200, nato per un EC020@14Mhz, sopporta senza battere ciglio il 603e@240Mhz (270Mhz per alcuni temerari).
Però, se AMI ™ permette di astrarsi dall’hardware, molti Amighisti richiedono a gran voce un erede per le loro vecchie e stanche macchine. AmigaONE, ne è la risposta.
Nato come mezzo di transizione tra la vecchia serie, e i prossimi venturi Amiga, AmigaONE offre la compatibilità col passato, con in più l’apertura al futuro. Come ciò avvenga non è ci è ancora dato saperlo, ma sicuramente non sarà UAE. Voci ufficiose dicono che ci sarà una sorta di SideCar al contrario, ma non è ancora certo. Sta di fatto che vengono promesse performance elevate, coadiuvate da una CPU da 600Mhz a 800Mhz. Quale sarà?. Staremo a vedere, anche perché a breve saranno rilasciate le specifiche.
Considerazioni e riflessioni
Ogni anno il numero di presenze pare assottigliarsi, sempre più, anche se il vero crollo si è avuto nella scorsa edizione. La mancanza di Petro Tyschtshenko si è fatta sentire, ma poco, ormai. Yares ha confidato, che se si fosse ripresentato con i suoi "gadget", la fiera non ne avrebbe guadagnato. Comunque è confortante che McEwen, nel suo Executive Update, si sia scusato della non presenza alla fiera. E’ un atteggiamento consapevole e serio, che lascia ben sperare sulle intenzioni dell’azienda.
E’ importante notare, e lo faccio con un pizzico d’orgoglio, che la Mediator ha debuttato, in versione pienamente operativa, solo qui da noi in Italia, e grazie all’esperienza degli Amighisti Italiani.
Tutto sommato è andato tutto come doveva andare e in attesa di tempi migliori, non possiamo che trarre conclusioni positive per quello che rappresenta l'unica manifestazione per la comunità amiga; manifestazione nella quale si respira un'aria straordinaria, un'aria "AMIGA".
Vi do un arrivederci a Marzo, data della V° edizione, anticipata in un clima più mite e aperta al mondo della videoanimazione. Speriamo di tenere banco con i nuovi prodotti Amiga.
G.Gigante G. Noya
|
TITOLI LUDICI Devo onestamente
dire che dal punto di vista prettamente ludico, Pianeta Amiga 2000
mi ha da un lato deluso, da un altro lato sorpreso.
Paolo Giannuzzi |

Fine della giornata
M.Cazzorla P.Giannuzzi G.Gigante G.Noya