Prima o poi doveva succedere" continuavano a dirmi chi il p.c. lo possiede da tempo. Ma andiamo per gradi. Costretto, ed è vero, all'acquisto di un banale p.c. per visionare in anteprima i programmi del Laboratorio d'informatica presso la mia scuola di cui sono il responsabile, cercai di minimizzare la spesa sapendo che qialsiasi cosa avrei trovato andava bene e quindi non mirai a configurazioni mirabolanti sapendo che a distanza di qualche mese le stesse sarebbero state sorpassate. Detto fatto: un anonimo p.c. era sul mio tavolo accanto all'Amiga (avrei voluto metterlo su un altro tavolo ma è già occupato dal mio glorioso A1000 che non si tocca). O.K. Vado avanti per qualche settimana a controllare demo di programmini inutili e giochi didattici, ma un bel giorno provai ad installare qualcosa di apparentemente serio e CRASH avviene l'inimmaginabile: installazione interrotta per un errore provocato non so da cosa, annullo instabile, annullo forzato, file strani sparsi un po' dovunque, cartelle prima esistenti poi fantasma, riavvio con blocco di W98 che chiedeva di controllare un file in se stesso che si era bloccato. Sconforto totale. Mi sentivo buggerato ed impotente: un sistema operativo intero che si inchioda per un'operazione di normale amministrazione. Il mio A1200 pompato mi guardava e forse voleva ridere ma c'era poco da ridere: dovevo relazionare un programma per ipertesti sul p.c. e mi sentivo impedito e in...alberato. Telefonai a tanti amici e le tante risposte avevano questo in comune: "è normale, avviene quasi ogni due mesi, basta fare D:\setup".
E questo è stato fatto in dos (s.o. arcaico) e dopo una buona mezz'ora tutto è ritornato come prima tranne me.
Adesso oltre ad essere scettico sono deluso e penso alle generazioni attuali che stanno crescendo sotto l'imperativo di un sistema inaffidabile, viscido, sleale ed oscuro. Tutto questo sui nostri Amiga è praticamente impossibile e lo sappiamo bene: il mio AmigaOS l'ho installato sei anni fa ed è sempre quello. Adesso il mio p.c. lo uso solo per giocare, i programmi li esamino a scuola, e con l'Amiga faccio le cose serie e sensate. E fra queste ho visionato il primo Cd di Amiga Life che è veramente ben fatto come anche la rivista; speriamo che continuino e non si facciano influenzare dalle vicende di Amiga Inc.
Non voglio addentrarmi nella faccenda con commenti personali anche perchè non si sa molto, ma lasciatemi dire una cosa: penso che le sorti dell'Amiga possono avere una svolta decisiva solo in un paese dove ci siano imprenditori seri con forti capitali e un'attiva utenza amighista. L'Inghilterra, la Scandinavia, la
Germania e l'Italia per esempio, ma gli imprenditori ci sono? e se diventassimo noi stessi autori del progresso della nostra macchina? Come? Pensiamoci. Del resto le capacità le abbiamo: siamo esperti, dotati di occhio clinico, spirito d'osservazione, di padronanza della macchina ecc. Come dite: i soldi? Non ne servono moltissimi: basta convincere qualcuno a produrre un prototipo di un modello come noi lo vorremmo e presentarlo a chi soldi ne ha. Si può fare.