Musica e Armonia - Parte I


Se seguite i miei articoli su SJAM! sicuramente ricorderete che avevo promesso qualche nozione sulla teoria musicale e la sua applicazione. L'idea si è poi evoluta ed ho deciso di cominciare una nuova serie di articoli che si occuperanno appunto di questo argomento. Per non allontanarci troppo dal nostro AMIGA durante la trattazione degli argomenti, farò riferimento ai programmi più conosciuti disponibili sul nostro computer: per la notazione classica mi riferirò principalmente a DeluxeMusic v2.0, mentre per la parte compositiva il nostro riferimento sarà il già citato SJAM!.


La Notazione musicale


Dovendo partire dalle fondamenta per capire come la musica si sviluppa, si crea e si esegue, è necessario dare uno sguardo al pentagramma o rigo musicale. Questa forma di rappresentazione musicale, amore e odio dei musicisti, è sempre stata vista come un qualcosa di troppo tecnico e troppo complesso da imparare, ma ricorrendo a pochi semplici accorgimenti, in breve tempo saremo in grado di poter leggere uno spartito musicale. Quindi affrontiamo il problema con serenità e diamo una prima occhiata al nostro pentagramma.

Come potete vedere è formato da alcune linee e degli spazi. Su queste linee ed all'interno degli spazi vanno posizionate le note. Così come lo vedete il pentagramma può contenere soltanto un numero limitato di note, mentre l'estensione dei suoni musicali è più ampia, perciò quando necessita si possono aggiungere a quelle già presenti una serie di linee addizionali che aumenteranno la quantità di linee e spazi.


La Chiave


La chiave consente di identificare la tonalità delle note sul rigo musicale, quindi ad ogni chiave corrisponde un'intera gamma di suoni compresi in un pentagramma. Poiché invece l'intera gamma dei suoni di alcuni strumenti musicali è più estesa di un solo pentagramma, sono necessarie due chiavi diverse poste su due pentagrammi sovrapposti, uniti da una parentesi graffa. Le due chiavi in questione sono la chiave di SOL o di violino, e la chiave di FA o di basso.

La maggior parte degli strumenti usano una sola delle due chiavi: la chiave di SOL è quella che useremo maggiormente. Leggono in questa chiave la chitarra (il mio strumento preferito, o meglio, l'unico che so suonare :), il violino, l'oboe, il flauto e l'ottavino. Altri strumenti, come il sassofono, leggono in chiave di SOL ma non nella stessa tonalità (il concetto di tonalità lo tratteremo più avanti nel corso). Nella chiave di FA leggono il contrabbasso, il basso elettrico, il violoncello, il fagotto, il trombone e la tuba. Gli unici strumenti che leggono nelle due chiavi sono il pianoforte, l'organo e l'arpa.
In effetti esistono anche altre chiavi di lettura, ma per le nostre esigenze non è necessario conoscerle. Le due chiavi che abbiamo considerato, hanno in comune il DO3 o 'DO centrale', che corrisponde al DO più grave nella chiave di violino ed a quello più acuto nella chiave di basso.

L'estensione dei suoni musicali corrisponde a poco più di sette ottave e gli unici strumenti che le abbracciano tutte sono il pianoforte e l'organo (la tastiera nella figura precedente abbraccia solo cinque ottave, mancherebbe l'ottava sulla sinistra del DO1, e le due ottave che partono dal DO6 e dal DO7). - da: "Trattato di chitarra jazz" di Fabio Mariani -


Il Tempo


Il concetto di tempo è molto semplice anche se non è facile spiegarlo a parole. Facciamo un piccolo esempio: quando battiamo le mani con una successione ritmica (cioè ad intervalli di tempo uguali e regolari) di movimenti non facciamo altro che scandire un tempo. In campo musicale il tempo consiste in una successione di istanti in cui si svolgono gli eventi musicali. Consideriamo una "unità di tempo" e la rappresentiamo come una barra colorata

Ora facciamo riferimento a questa singola unità di tempo e la prendiamo come riferimento. Se dividiamo questa barra in due parti uguali avremo due barre ciascuna "ampia" metà del tempo originario.

Va da sè che per riottenere la barra unitaria dobbiamo accostare insieme le due barre divise. Dividendo ulteriormente in parti uguali le due metà precedenti otterremo quattro barre di uguale lunghezza. Quindi stavolta per ricostituire la barra unitaria dobbiamo accostare le quattro parti.
Trasportiamo il tutto al concetto di tempo. La barra unitaria corrisponde ad un singolo battito delle nostre mani. Questo battito viene fatto in un certo periodo di tempo misurabile con un cronometro.
Prendiamo questo tempo come riferimento. Se invece di un singolo battito di mani ne volessimo eseguire due nello stesso intervallo di tempo come dovremmo agire? Semplicemente eseguendo più velocemente l'atto di battere le mani, più precisamente ogni battito dovrebbe corrispondere alla metà dell'intervallo di tempo impiegato per il battito unitario. Quindi se volessimo eseguire quattro battiti di mani nell'unità di tempo, non dovremmo far altro che accelerare ancora di più i nostri movimenti in modo tale che ogni battito avvenga in un quarto dell'unità di tempo.
Spero che il concetto sia chiaro.
L'unità di tempo usata in musica è costituita dal tempo di una nota che prende il nome di Semibreve, la metà della semibreve è la Minima, un quarto dell'unità corrisponde alla Semiminima, un ottavo alla Croma, un sedicesimo alla Semicroma, un trentaduesimo alla Biscroma, un sessantaquattresimo alla Semibiscroma e credo che basti perchè sfido chiunque ad andare più veloce!!!
Come abbiamo potuto notare dalla semibreve (l'unità) alla semibiscroma ogni simbolo musicale ha un valore temporale corrispondente alla metà del valore del simbolo che lo precede e naturalmente il doppio di velocità.
Musicalmente il tempo si divide in battute (o misure) e a sua volta la battuta è una porzione di rigo musicale compresa tra due linee verticali, che contiene l'unità di tempo.

Sul rigo musicale l'unità di tempo è espressa da una frazione il cui numeratore indica il numero di movimenti (i "battiti di mani" visti in precedenza), mentre il denominatore si riferisce al valore di ogni movimento. Consideriamo la figura di seguito.

Per riuscire a "riempire l'unità di tempo" in una battuta di quattro quarti dobbiamo usare quattro movimenti (note) del valore di un quarto di nota, cioè quattro semiminime.
Passiamo ai simboli musicali. Nella figura successiva potete vedere i simboli delle note dalla semibreve alla semibiscroma, da sinistra a destra.

Altrettanto importanti sono le pause, cioè l'assenza di suono. Di seguito potete vedere le pause corrispondenti al valore delle note indicate sopra.

Quindi per ritornare al nostro esempio in quattro quarti, cioè quattro movimenti di un quarto di nota, la rappresentazione sul pentagramma sarebbe la seguente.

Naturalmente non siamo limitati al solo uso del valore di semiminima, possiamo usare qualsiasi valore vogliamo. Ad esempio si può riempire una battuta di quattro quarti con una semibreve, oppure due minime, oppure otto crome, ma anche con una pausa di semiminima, seguita da due crome, poi una pausa di croma, quindi una semiminima ed infine un'altra pausa di croma: l'importante è raggiungere l'unità.
Ecco come si rappresentano sul pentagramma questi esempi.

Per il momento è tutto. Esercitatevi con il valore delle note e provate varie combinazioni per riempire una battuta di quattro quarti.
I più bravi possono provare a cambiare tempo. Magari si potrebbe riempire un tempo di tre quarti oppure due ottavi con varie combinazioni di note e di pause. La prossima volta cominceremo a vedere le scale.


Amedeo Milella