A onor del vero bisogna dire che nonostante varie release (l'ultima versione è la 2.1), il prodotto presenta ancora qualche bug, dovuto sicuramente alla sua giovane età (appena due anni di vita).
Pregi e difetti
La GUI del programma è piacevole e le icone dei comandi sono in standard NewIcons, perciò facilmente personalizzabili. Raramente si può incappare in un errato o ritardato refresh video quando si tenta di ampliare le finestre o spostare oggetti al loro interno ma, tutto sommato, questo avviene quando la scena si fa davvero complicata e piena di poligoni.
Come già accennato, Tornado è in grado di visualizzare in tempo reale (a seconda del processore utilizzato) tutte le modifiche che vengono fatte alla scena (compresi i movimenti della telecamera e delle luci) nella finestra di preview in ben otto diverse modalità di visualizzazione.
Si parte dalla semplice e più diffusa struttura wireframe (fil di ferro) per terminare con la più complessa modalità fotorealistica comprendente texture, ombre, riflessioni, fog (nebbia), lens flare e luci volumetriche (simili a quelle generate dal proiettore in una sala cinematografica).
Il programma gestisce efficacemente i sistemi particellari e la crescita dei peli su un oggetto, nonchè le animazioni per mezzo di bones (ossa).
A tal proposito c'è da dire che manca, rispetto a Lightwave, la gestione interattiva delle animazioni e del movimento della telecamera secondo curve spline (per l'accelerazione e decelerazione continua dei movimenti, ecc.). In compenso viene fornito all'utente un modo molto intuitivo e semplice per generare key-frames (fotogrammi chiave) all'interno di una sequenza animata.
E' stato dato ampio risalto alla generazione di paesaggi frattali e alla gestione di oggetti primitive complessi come, ad esempio, quelli ottenuti da metaquadriche, gabbie di deformazione e metasfere. Utilizzando i potenti tool messi a disposizione per questo tipo di oggetti si raggiungono risultati sorprendenti in poco tempo e con poca fatica.
Purtroppo, è proprio con questi oggetti che, in alcuni casi, si possono verificare anomalie e blocchi di sistema. Sarebbe auspicabile che la nuova versione di Tornado3D fosse priva di questi inconvenienti.
Il top della versatilità e potenza si ottiene con la gestione e applicazione dei materiali sugli oggetti (texture matematiche e brush) e dell'ambiente 3D in cui la scena viene composta (world).
Il material ed il world panel sono davvero pieni zeppi di funzioni ed opzioni straordinarie: preview in tempo reale a colori di come sarà il texture/brush mapping sull'oggetto selezionato, possibilità di scelta fra cinque shader differenti (plastic, dull, metal, glass e matte), oggetti con doppia faccia per l'applicazione dei materiali su entrambi i lati, slider per il livello di miscelazione di più texture/brush su una stessa superficie.
Per quanto riguarda il world panel, è possibile definire sia l'immagine di background che quella di foreground, si possono scegliere i colori e il tipo di orizzonte, la environment map (mappa di riflessione), il colore, il tipo e la quantità della nebbia (fog) e della luce con l'eventuale alone intorno agli oggetti simulando l'effetto di una lente flou usata spesso in campo fotografico.
All'interno del programma è presente anche un image panel che serve a caricare le immagini e le animazioni che verranno poi applicate nella scena e sugli oggetti.
Questo pannello permette anche di generare immagini frattali e di salvarle su disco in diversi formati (raw, iff, jpeg e tga) per essere utilizzate in un secondo momento o sovrapposte ad altre.
La versione corrente di Tornado3D permette anche il meshpainting sui brush da applicare ai vari oggetti, ma francamente non si potrebbe dare un giudizio positivo a questa funzione, poichè è ancora in stato embrionale e afflitta da diversi bug.
Attraverso il camera panel si regola il campo visivo della telecamera passando da un obiettivo tele ad un grandangolo tramite uno slider ed in più si può modificare la distanza di messa a fuoco stabilendo a quanti metri la scena deve risultare nitida e non sfocata.
Dalla versione 2.0 in poi, la Eyelight ha deciso di implementare il Golem, uno specifico linguaggio somigliante un po' all'Arexx e un po' al C per poter eseguire script esterni, richiamabili tramite un apposito menu, al fine di rendere più veloce ed ottimale il lavoro.
Infine, il render panel permette di definire i parametri di rendering finale della scena o dell'animazione (in frames) come il formato del file di output, la qualità del rendering attraverso 6 livelli (da preview a extreme) e gli effetti di post-processing (motion blur, depth of field, darkroom, ecc.).
Conclusioni
Tornado3D possiede, in teoria, tutte le carte in regola per competere con programmi tipo Lightwave, ma alcune funzioni dovrebbero essere ampliate e perfezionate.
Un particolare elogio va fatto allo staff della Eyelight che fino ad ora ha sempre mantenuto con i suoi utenti le promesse fatte, anche se con qualche perdonabile ritardo, aprendo persino una mailing list per permettere all'utenza di scambiare utili opinioni e suggerimenti su Tornado.
Tuttavia permetteteci una piccola "tiratina d'orecchi" sul fatto che ci siano molte lamentele provenienti anche e soprattutto dalla stessa mailing list, riguardo l'estrema ed esasperante lentezza nelle risposte da parte del team di Supporto Tecnico a fronte dei problemi posti dagli utenti. Di certo un pubblico meglio supportato sarà più motivato a diffondere capillarmente il "passaparola" su Tornado 3D e quindi incrementare maggiormente l'attuale successo, che senza dubbio questo prodotto si è meritato sul campo.
Non rimane quindi che attendere la prossima release per tuffarsi ancora una volta nel fantastico mondo della grafica 3D.